Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria - Regione Calabria

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NOTIZIE FLASH

Gazzetta del Sud marzo 2001

Per i lavori di ristrutturazione del carcere
Stanziati due miliardi



Stanziati due miliardi per i lavori di ristrutturazione del carcere di via Popilia ( nella foto). LO ha comunicato il sottosegretario alla Giustizia, Franco Corleone, con una lettera inviata al deputato del Ppi, Paolo Palma, che nei mesi scorsi aveva sollevato il problema della difficile situazione igienica e di sicurezza della casa circondariale cosentina in una interrogazione al ministro della Giustizia. Nella lettera all'onorevole Palma il sottosegretario Corleone sottolinea che i problemi relativi agli impianti della struttura, in particolare quello del riscaldamento, saranno risolti entro l'anno.

 

Gazzetta del Sud Marzo 2001

Allarme per malessere sospetto d'un detenuto

L'incubo della meningite. Da qualche giorno circola voce che nel carcere di via Popilia un detenuto presenti sintomi sospetti. La circostanza- che non viene confermata da fonti ufficiali - sta creando tensione tra i familiari dei reclusi. Prima di diffondere qualsiasi tipo di notizia si attendono ovviamente riscontri di tipo sanitario. Non è difficile scambiare dei sintomi di malessere generale con segnali reali di gravi patologie. L'amministrazione penitenziaria è molto attenta e i severi controlli non mancheranno. In attesa di conferme e smentite riferiamo di sole, insistenti, indiscrezioni.

 

Gazzetta del Sud del 3/3/2001

Incriminati due pentiti e un agente della polizia penitenziaria
Droga in carcere, 3 a giudizio
Compariranno in Tribunale a maggio


Arcangelo Badolati Droga in carcere. Il gup, Giusy Ferrucci, ha disposto il rinvio a giudizio di due pentiti potentini, Carmelo Giacubbo, 51 anni, e Maria Teresa Biasini, 34, e di un agente della polizia penitenziaria, Egidio La Russa, 38, originario di San Marco Argentano. Gl'imputati, difesi dagli avvocati Giovanni Favasuli e Francesco Sassano, dovranno comparire davanti al tribunale cittadino il 24 maggio prossimo. L'inchiesta approdò una prima volta davanti al Gup nel 1999 con una richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura. Richiesta rigettata dal gip Plastina che dispose successivamente l'imputazione coatta. Le confessioni dei pentiti Giacubbo e Biasini, gestiti dalla Dda di Potenza, giunsero a metà anni '90, a supporto di altre dichiarazioni già rese dai collaboratori cosentini Franco Pino e Roberto Pagano. Le rivelazioni confluirono in un unico fascicolo d'inchiesta che vedeva originariamente indagate altre undici persone. Al termine delle indagini preliminari (la Dda trasmise gli atti alla procura cosentina nel 1996) l'allora pm Mario Spagnuolo chiese, ma non ottenne, l'archiviazione. Il gip Nadia Plastina, bocciò l'istanza, convocando le parti in camera di consiglio. Poi, il tre agosto del duemila lo stesso magistrato chiese alla Procura di formalizzare le accuse nei confronti degli odierni imputati. Che sono finiti a giudizio. Le altre undici posizioni - i fatti risalivano al 1990 - sono state invece archiviate. Giacubbo rivelò all'autorità giudiziaria che, mentre si trovava recluso a Cosenza, riusciva a farsi rifornire di droga. La moglie, Maria Teresa Biasini, in occasione dei colloqui lasciava le dosi all'interno di un armadietto. La «roba» successivamente veniva recuperata e smistata nei vari padiglioni. Roberto Pagano confermò i presunti loschi traffici aggiungendo che Lucio Bassano, inteso come “Wess” (poi assassinato dai killer della 'ndrangheta) riusciva a far arrivare in cella della cocaina. Pagano aggiunse poi che lo stesso Bassano, una volta scarcerato, usando gli stessi “canali” gli fece arrivare nel penitenziario cocaina ed eroina. Franco Pino, invece, rivelò d'essere intervenuto per impedire che lo stupefacente entrasse nel padiglione dove era detenuto. All'interno del carcere di via Popilia, in quegli anni lontani, venivano fatti entrare pure coltelli. Armi da taglio, in questo contesto, ricevettero pure una serie di presunti boss dell'epoca. Carmelo Giacubbo e Maria Teresa Biasini - che negli ultimi anni hanno a lungo collaborato con la Direzione distrettuale antimafia di Potenza - vivono da tempo sotto protezione. Le sole dichiarazioni rese dalle due “gole profonde” in merito alle vicende criminali cosentine sono quelle relative ai traffici compiuti nel carcere della città capoluogo.

 

Gazzetta del Sud del 14/03/01

 Bologna / Indagato (favoreggiamento) anche un agente di polizia penitenziaria
Trafficanti di droga arrestati dai Cc



BOLOGNA – C'è anche un agente di polizia penitenziaria, in servizio in un carcere della Romagna, fra i 25 indagati nell'“Operazione Bilbao”, condotta dai carabinieri del Ros di Bologna, che ha portato all'esecuzione di 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere per traffico internazionale di stupefacenti. L'indagine, coordinata dal sostituto della Procura Distrettuale Antimafia Guido Guccione e avviata a metà del '99, ha portato alla scoperta di un giro miliardario che si sarebbe sviluppato fra la Puglia, il Lazio e l'Emilia-Romagna. Ogni mese, secondo gli inquirenti, sarebbe stata importata cocaina per centinaia di milioni dalla Spagna e dall'Olanda. La droga, smistata dai gruppi operanti a Roma e nel Foggiano, arrivava a Bologna da dove veniva poi distribuita ai pusher incaricati di spacciarla ai clienti delle discoteche della riviera romagnola. Dei 10 ordini di custodia emessi dal Gip del Tribunale di Bologna Grazia Nart, tre sono stati eseguiti nel capoluogo emiliano nei confronti di Vito Mucciarone, 34 anni, Giovanni Luca Mellino, 28 anni, entrambi di Foggia, e Ornella Orsatti, 34 anni di Isernia. Degli altri sette, eseguiti fra la capitale e il Foggiano, gli investigatori hanno reso noti solo i nomi di Massimiliano Valerio De Angelis, 32 anni, Alessandro Minuti, 26 anni, entrambi di Roma, e Fabio Lo Campo, 29 anni, di Foggia. Alcuni dei pugliesi finiti in manette, secondo il Ros, sarebbero legati alla cosiddetta “Società Foggiana”, un'associazione di stampo mafioso operante nel nord della Puglia. L'indagine, che ha portato al sequestro di circa 2 kg di cocaina, è stata condotta senza l'utilizzo di infiltrati, ma su base tecnica e con intercettazioni telefoniche. In questo contesto si inserisce la figura dell'agente di polizia penitenziaria, incaricato di procurare schede telefoniche per cellulari, a lui intestate e quindi “pulite”, da far utilizzare ai trafficanti.

 

Gazzetta del Sud del 15/3/2001

Imputati d'aver favorito la fuga di un detenuto agli “ospedalieri”
Assolti due agenti penitenziari



La seconda sezione del Tribunale (Esposito presidente, Cappuccio e Incognito a latere) ha assolto due agenti di polizia penitenziaria imputati di favoreggiamento. Enrico Raco e Vincenzo Zuccarello, già in servizio presso la Casa circondariale di via San Pietro, erano accusati di aver favorito l'evasione di un detenuto, Natale Amante, dagli Ospedali riuniti, dove si trovava ricoverato per aids. Era stato lo stesso Amante (nel frattempo deceduto) ad accusare i due agenti della Polizia penitenziaria di aver favorito la sua fuga in cambio della promessa di 50 grammi di cocaina. Fornitura che, secondo l'accusa, sarebbe poi regolarmente avvenuta. Nel rapporto redatto nell'immediatezza dell'evasione, Raco e Zuccarello, difesi in giudizio dagli avvocati Renato Russo e Giuseppe Foti, avevano sostenuto che Natale Amante si era impossessato delle loro armi, li aveva ammanettati a vicenda, tenendoli sotto la costante minaccia di una siringa utilizzata in precedenza per bucarsi. La fuga era durata poco. L'evaso, infatti, era stato bloccato alla stazione di Villa San Giovanni in procinto d'imbarcarsi su una nave traghetto, da altri agenti di Polizia penitenziaria, avvisati dai colleghi. Durante le indagini preliminari i due agenti, poi rinviati a giudizio per i reati di procurata evasione, corruzione e calunnia, sostenevano la loro innocenza e consegnavano copia di una lettera inviata da Natale Amante all'autorità giudiziaria per ritrattare le accuse nei confronti di Raco E Zuccarello. Intervenendo davanti ai giudici della seconda sezione del Tribunale, l'avvocato Renato Russo, difensore di Enrico Raco, ha ribadito come dagli atti del procedimento risultasse evidente la prova dell'estraneità del suo assistito. Per il legale, una conferma dell'innocenza di Raco era da individuare nella circostanza che avesse immediatamente avvisato i colleghi della fuga del detenuto. Alle stesse conclusioni è giunto l'avvocato Giuseppe Foti, difensore di Vincenzo Zuccarello. Il Tribunale, dopo una breve permanenza in camera di consiglio, ha assolto i due imputati con la formula perché il fatto non sussiste.

 

Gazzetta del Sud del 1/3/2001

I quattro gemellini da ieri finalmente a casa

Giuseppe Bruccoleri

TRAPANI – «Finalmente siamo ritornati a casa». Dopo sette mesi hanno lasciato l'ospedale Niguarda con i quattro gemellini, sopravvissuti agli otto nati tra il 13 e il 18 settembre dell'anno scorso. Una permanenza a Milano che negli ultimi giorni si contava giorno per giorno.«Certo, la gioia sarebbe stata ancora più grande se fossero sopravvissuti anche gli altri quattro gemellini», dice emozionata Mariella Mazzara, casalinga, che insieme al marito Giovanni Pirrera, agente di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di San Giuliano, è tornata ieri pomeriggio a casa. Era stata infatti prelevata da due zii all'aeroporto di Punta Raisi, proveniente dal capoluogo lombardo con il volo Alitalia AZ 1763. L'aereo era decollato alle 11.35, con un'ora di ritardo a causa della neve sulla pista dell'aeroporto milanese di Linate. Parenti, amici e giornalisti attendevano la famiglia Pirrera davanti l'ingresso della villetta della coppia, nella contrada agricola di Tangi, a due passi da Ballata, frazione del comune di Erice. Dinanzi al cancello dell'abitazione quattro fiocchi, uno azzurro e tre rosa, con i nomi dei piccoli. I gemellini erano sistemati in due cestoni, avvolti in tute termiche. Al loro arrivo, su una Fiat Punto, applausi dagli abitanti del villaggio ericino. Nonostante il freddo erano rimasti per quasi due ore ad attenderli. Mamma Mariella si è poi affacciata assieme al marito Giovanni, ad una delle finestre della casa, ha mostrato due dei quattro gemellini. I bimbi sono in buone condizioni di salute. Il loro peso è sensibilmente migliorato: 3 chili 390 grammi Michele; 2 chili 460 grammi Connie; 2 chili 700 grammi Rosamaria e 2 chili 140 grammi Marta. «Eccoci a casa – ha detto con le lacrime agli occhi Mariella –. È bello sapere che non dobbiamo più andare via». In questi giorni mi aiuterà mia madre (Rosa Guarano). Faremo sacrifici ma con grande gioia. La nostra famiglia si è arricchita di tanti boccioli». Il fratello del padre, l'arciprete di Erice, don Francesco Pirrera, ha aggiunto: «Il nostro pensiero è anche rivolto agli altri gemellini che non ci sono più». In rappresentanza dell'amministrazione comunale di Erice c'era il vicesindaco Ignazio Sanges. La famiglia Pirrera ha comunque bisogno di supporti economici per poter affrontare le spese necessarie alle cure e all'assistenza dei quattro gemellini. «Noi cercheremo di venire incontro a questa famiglia – ha detto il vicesindaco – in questi giorni la giunta si riunirà e vaglierà attentamente la situazione». Alla vigilia della partenza da Milano il prof. Vito Console, primario neonatologo del Niguarda ha affermato che le valutazioni neurologiche e comportamentali sono normali. «Ciò fa ben sperare per la vita futura che dovrebbe essere più che buona». I parenti e gli amici della famiglia Pirrera hanno poi brindato con un vino imbottigliato venti anni fa da un agricoltore, Francesco Adragna, vicino di casa dei coniugi Pirrera.

 

Ministero della Giustizia

UFFICIO STAMPA

Roma, 21 febbraio 2001

Comunicato stampa

Arresto Virga: Fassino, "il primo pensiero è per Giuseppe Montalto"

“Di fronte all'arresto di Francesco Virga, il mio primo pensiero è andato alla memoria dell'agente di Polizia Penitenziaria, Giuseppe Montalto, ucciso dalla mafia per aver svolto con rigore e spirito di dedizione le sue delicate funzioni al servizio dello Stato. E' perciò doppiamente sentito il mio ringraziamento alla Polizia di Stato per la professionalità e l'efficienza ancora una volta dimostrate nel contrasto alla criminalità organizzata.”

Con queste parole il Ministro della Giustizia, On. Piero Fassino, ha voluto complimentarsi con coloro che hanno partecipato alla cattura del pericoloso latitante.

"Un nuovo durissimo colpo è stato inferto alla mafia: è la dimostrazione - ha concluso il Ministro Fassino - che lo Stato mantiene sempre alta l'attenzione nella lotta alla criminalità organizzata per garantire la legalità e la sicurezza su tutto il territorio nazionale."

 

Ministero della Giustizia

UFFICIO STAMPA

Roma, 17 febbraio 2001

Comunicato stampa

Giustizia: Fassino in visita a Lamezia Terme, Paola e Ravenna

Lunedì 19 febbraio in mattinata, il Ministro della Giustizia, On. Piero Fassino, sarà in Calabria.

Alle ore 9.30 inaugurerà con il Sindaco di Lamezia Terme Dott.ssa Doris Lo Moro, il Centro Sistemi Informativi Automatizzati in via Capiracci.

Alle 11.00 il Ministro Fassino si trasferirà a Paola per l'inaugurazione del nuovo Palazzo di Giustizia al Rione Giacontesi.

Nel pomeriggio il Ministro Fassino si recherà a Ravenna dove - alle ore 17.00 - incontrerà i magistrati, gli avvocati ed il personale amministrativo presso la sede del Tribunale in Viale Randi.

Successivamente - alle ore 18.30 - avrà un incontro con il Prefetto Dr. Scammacca, il Questore Dr. Comelli ed il Sindaco Dr. Mercatali presso la Prefettura di Ravenna in piazza del Popolo.

  

10 febbraio 2001
Fassino inaugura a Regina Coeli il Centro Terapeutico e la rivista "Le Due Città"

Martedì 13 febbraio alle ore 12.00 il Ministro Fassino, sarà a Regina Coeli per inaugurare il Centro Diagnostico Terapeutico e la 7a sezione dell'istituto penitenziario romano. Al termine della visita, il Guardasigilli terrà una conferenza stampa, nel corso della quale Gian Carlo Caselli e Paolo Mancuso presenteranno il nuovo mensile del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, diretto da Giovanni Tamburino, “Le Due Città”.

 

9 febbraio 2001
Consiglio Europeo Giustizia-Affari Interni: Corleone a Stoccolma rappresenta l'Italia

Al Consiglio informale svoltosi a Stoccolma l'8 e 9 febbraio hanno partecipato per l'Italia i Sottosegretari di Stato On. Corleone e Sen. Brutti. I lavori hanno riguardato l'allargamento dell'Unione e la realizzazione dello spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia, mediante il rafforzamento di Europol, la prossima istituzione di Eurojust (unità di coordinamento composta da Pubblici Ministeri Europei), il miglioramento delle strutture e dei metodi di lavoro e procedure decisionali. Particolare attenzione è stata data all'allarmante fenomeno criminale della tratta degli esseri umani, alla politica europea dell'asilo e allo sviluppo della cooperazione giudiziaria civile per la creazione di un titolo esecutivo europeo. È stato infine affrontato il tema del rafforzamento degli strumenti normativi comunitari di protezione dell'ambiente attraverso l'armonizzazione delle sanzioni.

 

8 febbraio 2001
Gian Carlo Caselli ad Eurojust

 Soddisfazione da parte del Ministro Fassino per il consenso espresso dal Consiglio Superiore della Magistratura alla nomina di Gian Carlo Caselli, quale rappresentante italiano all'unità di cooperazione giudiziaria Eurojust. “Con l'istituzione di Eurojust – ha detto Fassino – si da concreta attuazione ad uno dei principali impegni assunti dal Consiglio Europeo di Tampere per creare uno spazio europeo di giustizia. Ne trarrà sicuro giovamento l'efficacia della lotta alla criminalità organizzata e ai più insidiosi fenomeni di illegalità sovranazionale, quali il riciclaggio di denaro illecito, il narcotraffico, il contrabbando di armi e tecnologie, la tratta di minori, il traffico di immigrati clandestini.”

 

  • 19 GENNAIO 2001: VARATO IL RIORDINO DELLE CARRIERE DELLA POLIZIA PENITENZIARIA 

Il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto legislativo integrativo e correttivo delle disposizioni in materia di riordino delle carriere del personale non direttivo del Corpo di polizia penitenziaria."Si tratta di un provvedimento che, modificando il decreto legislativo 12 maggio 1995 n. 200 - ha dichiarato Fassino - elimina disparità di trattamento tra i corpi di polizia ed in particolare equipara finalmente la polizia penitenziaria alle altre forze di polizia." "Si compie così un ulteriore passo avanti verso la realizzazione di un adeguato e ottimizzato sistema penitenziario che assicuri l'effettiva esecuzione della pena rispettando le condizioni di garanzia e di sicurezza previste dalla Costituzione." (CONSULTA IL TESTO LEGISLATIVO)

  • INIZIATIVA POLITICA DEL SAPPE PER ULTERIORE INDENNITA' DI RISCHIO DI LIRE 300.000 CIRCA ESTESA ALLE ALTRE FORZE DI POLIZIA.
  • RIAPERTURA TERMINI RIORDINO DELLE CARRIERE PROPOSTA DELL' INTERNO E DEL D.A.P. PER UNO O PIU' SCATTI A VICE SOVRINTENDENTI E ASSISTENTI CAPO.

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