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Calabria
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Convegno sul tema
"Carcere e società civile, nuovi orizzonti della pena"
Domani, Acri (CS) sarà al centro del dibattito per la trattazione di un
grande tema di attualità in materia carceraria. Infatti organizzato
dall'Amministrazione comunale, nella sala delle Colonne di palazzo
Sanseverino si terrà un convegno sul tema: "Carcere e società civile,
nuovi orizzonti della pena". Interverranno autorità civili, religiose
e militari. Ad aprire i lavori sarà il sindaco di Acri, Nicola Tenuta, che
porterà il saluto agli intervenuti. Le relazioni introduttive sono affidate
al consigliere regionale Gino Trematerra, al magistrato di sorveglianza
presso il tribunale di Cosenza, Flaminio Monteleone, alla direttrice della
casa circondariale di Paola, Maria Carmela Longo, al direttore Cssa di
Cosenza Emilio Molinari, al dirigente della squadra mobile di Cosenza,
Stefano Dodaro, al tenente del Norm carabinieri di Cosenza, Andrea Missio.
Sono previsti gli interventi del prefetto Giancarlo Ingrao, del presidente
della Giunta regionale Giuseppe Chiaravalloti, di quella provinciale di
Cosenza, Antonio Acri; dei vescovi della Diocesi di Cosenza-Bisignano,
Giuseppe Agostino; di Cassano, Domenico Graziani e di Lungro, Ercole
Lupinacci. Altri interventi sono previsti da parte del Provveditore
regionale A.P., Pacifico, del presidente del Tribunale di Cosenza, Antonio
Madeo, del procuratore della Repubblica Alfredo Serafini; del provveditore
agli studi di Cosenza Marzia Turci, del rettore dell'Unical Giovanni La
Torre; del questore di Cosenza Raffaele Gallucci; del comandante provinciale
dei carabinieri Alfonso Di Palma e del maresciallo Vincenzo Donato,
comandante della Brigata della Guardia di Finanza di Acri. Moderatore del
convegno sarà Alberto Liguori, dirigente dell'ufficio di sorveglianza
presso il tribunale di Cosenza.

Dalla Gazzetta del Sud del
30.06.00
EDIZIONE DI COSENZA
Acri / Dibattito sulla riforma
carceraria
I nuovi orizzonti delle pene detentive
Giuseppe Oliva ACRI – «Carcere e società civile, nuovi orizzonti della
pena», è stata la tematica attualissima al centro di un interessante
convegno, organizzato dall'amministrazione comunale di Acri, tenutosi nella
sala delle Colonne di palazzo Sanseverino. Hanno partecipato esperti del
settore, autorità civili e militari. Il sindaco di Acri dott. Nicola Tenuta
ha porto il saluto ai convegnisti e si è soffermato sull'attualità del tema
in dibattito. Moderatore del convegno è stato il dott. Alberto Liguori,
dirigente dell'Ufficio di sorveglianza, presso il Tribunale di Cosenza. Le
relazioni sono state illustrate nei vari aspetti del tema in oggetto, dal
dott. Stefano Dodaro, dirigente della Squadra mobile di Cosenza, dal tenente
Andrea Missio del Norm-carabinieri di Cosenza, dalla dott.ssa Maria Carmela
Longo, direttrice della casa circondariale di Paola, dal dott. Emilio Molinari
direttore del Cssa di Cosenza e dal dott. Emilio Monteleone, magistrato di
sorveglianza presso il tribunale di Cosenza. Il dott. Liguori aprendo i lavori
ha posto sul tavolo della discussione le tematiche della prevenzione, della
repressione e delle pene alternative al carcere. Nelle relazioni, seguite,
ognuno dei relatori ha affrontato un aspetto della tematica carceraria, ma
sono stati tutti concordi nel privilegiare l'opera preventiva in questo tema.
Prevenzione intesa come educazione ai valori, che debbono partire dalla
famiglia, dalla scuola, con il contributo della politica, che in questo campo
deve assicurare una seria e reale lotta alla tossicodipendenza e alla
disoccupazione, problemi questi che a detta di tutti sono la causa di
detenzione per la maggior parte dei detenuti. Interessante l'analisi del dott.
Monteleone, quando invita a considerare il detenuto non in modo astratto, ma
come portatore di un vissuto, che lo fa distinguere in: delinquente abituale,
tossicodipendente ed emarginato, o malcapitato. Per queste due ultime
categorie è stata fortemente consigliata la possibilità di pene alternative
al carcere, tramite l'impiego in attività di servizio sociale sul territorio.
Territorio che diventa così soggetto attivo nel recupero e nel reinserimento
del reo nella società. È stato apprezzato molto il linguaggio dei relatori,
che con i loro interventi mirati e di alto contenuto tecnico e morale, hanno
portato all'attenzione dei partecipanti la cultura del disagio, specie di
quello carcerario.
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