Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria - Regione Calabria

Scriveteci

home / info / calabria news / sappe informa / la rivista / bacheca sindacale / anppe / concorsi / leggi / circolari / convegni / speciali / servizi  / links

 

Calabria news

“ LIBERA ”
 
ALCOLDIPENDENZA IN CARCERE
 
 
         L’abuso di sostanze alcoliche è causa di gravi patologie e la dipendenza da alcol non è, certamente, meno dannosa di quella da altre sostanze di cui è vietato il consumo.
         Il verificarsi di episodi di violenza, incidenti e quant’altro, talvolta, sono attribuibili all’uso eccessivo di sostanze alcoliche.
         L’abuso di bevande alcoliche rappresenta un problema per la società e per le famiglie. L’alcol è una piaga che, in forma silente, invade gli ambienti sociali e famigliari.
         L’alcolismo è responsabile di scelte errate che sfociano, il più delle volte, in fatti delittuosi. L’alcolismo è conseguenza del disadattamento sociale.
         La presenza di soggetti dipendenti da alcol cresce vertiginosamente negli istituti penitenziari.
         A tal proposito, presso l’Hotel Villaggio Guglielmo di Copanello di Staletti (CZ), il PRAP della Calabria ha organizzato, nelle giornate 14/15/16 marzo 2000, il corso interprofessionale: Alcooldipendenza  in ambito penitenziario denominato “Libera”.
         Il percorso formativo è stato introdotto dal Provveditore dr. Antimo Pacifico.
         Nella prima giornata il tema  è stato trattato sotto il profilo medico. Sono state illustrate la fenomenologia e l’epidemiologia, la dipendenza fisica e psicologica dall’alcol.
         Il giorno seguente è stato indicato il tema “Alcoldipendenza e servizi territoriali”. Sono intervenuti rappresentanti di enti pubblici e privati presenti sul territorio, i quali hanno esposto le problematiche socio-psicologiche del soggetto alcoldipendente . Valida è stata la partecipazione degli Alcolisti Anonimi con le loro esperienze di vita vissuta.
         Nella giornata conclusiva l’argomento “Alcol e carcere” ha attirato l’attenzione dei partecipanti corsisti. Relatori sono stati operatori e dirigenti dell’Amministrazione Penitenziaria. La discussione ha approfondito il trattamento dei detenuti alcoldipendenti e gli interventi istituzionali a riguardo dell’alcoldipendenza in ambito penitenziario.
L’alcolismo per troppo tempo è stato sottovalutato, ma i danni e le conseguenze sono simili alla tossicodipendenza . La gravità è certamente maggiore di quanto sembri. Nei riguardi del fenomeno si riscontrano nella società sentimenti di tolleranza e di comprensione. Essere tolleranti e comprensivi è un grande errore di valutazione.
         Gli alcolisti sono soggetti privi di personalità, di progetti, di ideali. Il carcere è un luogo a rischio che non consente scelte individuali conducendo alla depersonalizzazione e ad assumere comportamenti imposti dalla cultura carceraria.
         Le problematiche, legate alla dipendenza da alcol, in carcere risultano ancora più amplificate rispetto alla vita libera.
         Ancora molto lavoro resta da fare in carcere. Nel carcere si registrano le situazioni di maggior disagio per gli alcolisti. Da ciò nasce la necessità per gli operatori penitenziari di affrontare in modo adeguato un fenomeno considerato, per certi versi, deviante, e per altri, una vera e propria malattia.
         Importante è lo studio di chi si “attacca alla bottiglia”. Indispensabile è saper intervenire sulle cause scatenati, sugli ostacoli famigliari e sociali proponendo alternative valide al disagio.
         L’alcolismo in carcere è frutto dell’esigenza di attenuare gli effetti della privazione di libertà come la carenza di contatti umani e l’angoscia dello stato di detenzione.
         Nel tattamento della dipendenza alcolica valido è l’intervento di tutte le figure professionali operanti in carcere al fine di risolvere deficenze sociali-sanitarie-psicologiche.
         L’aiuto concreto è dato, secondo gli Alcolisti Anonimi, dal sostegno, dai consigli e, soprattutto, dalla condivisione di esperienze.
 
 
      
                                                                               Ruggero Pastore