Il Crotonese del 19
ottobre 2001
- Riunione del sindacato a Vibo Valentia,
- Caligiuri ricorda le iniziative avviate
sul territorio di Crotone
Sappe: solo se ci si confronta con la
realtà esterna può crescere il prestigio della polizia penitenziaria
La polizia penitenziaria è
un’istituzione“aperta” che si prospetta in una società libera. Il carcere
è una realtà sociale che per troppo tempo è stata dimenticata.Da qui
l’importanza di un sindacato autorevole che si confronti continuamente con
la società civile,il mondo politico, le associazioni.Sono questi i temi
cardine sui quali si è incentrato il dibattito all’incontro dei quadri
sindacali del Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria) della
Calabria,svoltosi recentemente presso la casa circondariale di
ViboValentia. La riunione è stata preseduta dal segretario generale Donato
Capece, coadiuvato dal segretario aggiunto Gianbattista Durante e dal
segretario regionale Damiano Bellucci. Numerosa è stata la partecipazione
dei segretari locali, provinciali e dei delegati convocati.Il segretario
generale ha indicato ai convenuti i traguardi raggiunti,tra i quali, il
rinnovo del contratto e il decreto legislativo in materia di riordino
delle carriere del personale non direttivo del Corpo di polizia
penitenziaria. Obiettivo del Sappe, che raggruppa circa il 40 per cento
della polizia penitenziaria sindacalizzata, è la promozione della
formazione e dell’aggiornamento. In proposito Capece ha affermato che il
personale deve essere attento al cambiamento e all’evoluzione del pianeta
carcere. La formazione e l’aggiornamento sono strumenti essenziali che
hanno come fine la tutela del dipendente.Essendo il carcere una realtà non
estrinseca alla società, nasce l’esigenza, da parte del sindacato,di
investire delle problematiche(adeguamento delle strutture,
innovazioni,potenziamento di professionalità)anche gli amministratori
locali. Solo confrontandosi con la realtà esterna cresce il prestigio e il
riconoscimento di un corpo di polizia che ottempera ai compiti
istituzionali al servizio del Paese, tutelando la sicurezza dei cittadini.
A tal proposito l’ispettore Giuseppe Caligiuri ha evidenziato l’impegno
della polizia penitenziaria sul territorio crotonese. Ha posto in risalto
le molteplici iniziative volte a stabilire un rapporto costruttivo con le
figure istituzionali,politiche e amministrative,anche a costo di notevoli
sacrifici legati all’esiguo organico.Fra le iniziative si è ricordato il
servizio di ordine pubblico svolto presso il campo profughi“Sant’Anna”.Il
ruolo del sindacato è di aggregare il personale per traguardi comuni. Per
continuare ad operare con tanto fervore è necessaria la solidarietà e il
coinvolgimento di tutti, certi di essere protagonisti di un sistema in
continua evoluzione.Nel corso della sua permanenza in Calabria Capece ha
incontrato il provveditore regionale dell’amministrazione
penitenziaria,Antimo Pacifico, con il quale sono stati affrontate alcune
delicate questioni ed in particolare la dotazione organica del personale
degli istituti penitenziari della regione.