Gazzetta del Sud del 10 gennaio 2002
I corsi per
la polizia penitenziaria si terranno nel capoluogo calabrese
Lunedì prossimo inizierà la fase operativa formativa del personale del
Corpo di polizia penitenziaria per operatori di centrale rete radio Dapnet.
Ne ha dato notizia il provveditore regionale del Dipartimento
dell'amministrazione penitenziaria dott. Antimo Pacifico. Ci sono voluti
anni di lavoro preparatorio e notevoli investimenti da parte del Ministero
della Giustizia per raggiungere questa fase. La formazione avrà la durata
complessiva di un mese ed è curata dallo stesso provveditorato regionale
della Calabria. Partecipa personale del Corpo proveniente da reparti di
varie regioni d'Italia. Le “Centrali operative radio regionali” – si legge
in una nota del provveditore – in prima fase di attuazione del servizio,
saranno attivate nelle seguenti regioni: Calabria sede di Catanzaro;
Sicilia sedi di Palermo e Messina; Basilicata sede di Melfi. Avranno il
compito attraverso una rete analogica informatizzata di collegare,
attraverso terminali radio fissi, mobili e portatili, tutti gli istituti
penitenziari delle regioni interessate e gli automezzi del Corpo in
servizio operativo sul territorio, le strutture dei Tribunali, ospedali e
comunque tutte le strutture in cui opera personale del Corpo di polizia
penitenziaria. Il sistema consentirà un rapido scambio di informazioni e
il controllo costante da parte della “Centrale Operativa” di tutte le
situazioni di servizio nell'ambito territorio della rete regionale, per
consentire un immediato intervento in caso di emergenza o situazioni di
crisi. Questa rete, tecnologicamente avanzata, è alla pari dei moderni
sistemi in materia di telecomunicazioni, permetterà un notevole aumento
del potenziale di sicurezza di tutto il sistema penitenziario. Il primo
impatto positivo si avrà sugli operatori del Corpo che svolgono il
trasferimento dei detenuti, internati, collaboratori di giustizia e scorte
di sicurezza, compito affidato interamente al personale di polizia
penitenziaria. Si vede subito la delicatezza del servizio degli operatori,
che svolgono un'attività di alta professionalità. Si tratta del
trasferimento di detenuti da un carcere all'altro, dal carcere ai palazzi
di giustizia dove si svolgono i processi o in altri luoghi per
interrogatori, confronti, sopralluoghi. Insomma, un'attività in cui lo
scambio veloce di informazioni è essenziale, anche per questioni legate
alla sicurezza. Infine il Ministero della Giustizia, dipartimento
amministrazione penitenziaria, ha prescelto come sede unica nazionale di
formazione di tutto il personale della polizia penitenziaria la sede di
Catanzaro, forse – osserva il provveditore regionale Pacifico – per la
capacità operativa del personale operante in ambito della regione. (l.s.)