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Roma, 15 maggio
2003
Il Capo del D.A.P.
Giovanni TINEBRA e il Vice Capo Emilio di SOMMA hanno partecipato al 15°
Consiglio Nazionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE,
l'Organizzazione più rappresentativa della Categoria, che si è tenuto a
Roma il 12 e 13 maggio scorsi.
Tinebra,
nel suo intervento ai Segretari regionali SAPPE di tutta Italia, ha detto:
"Amo questo Dipartimento ed amo le donne e gli uomini della Polizia
Penitenziaria che sono chiamati a svolgere un lavoro duro e difficile.
Voi, Polizia Penitenziaria, siete un patrimonio indissolubile del
Ministero della Giustizia e di questo nostro Stato. L'apporto costruttivo
fornito dal Sindacato SAPPE, talvolta anche con una dialettica efficace e
forte, è certamente costruttivo ed il ruolo del Sindacato è un cardine
irrinunciabile nel rapporto tra Personale e vertici dell'Amministrazione".
Tinebra ha concluso
ringraziando "il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE per quello
che da all'Amministrazione Penitenziaria" come stimoli e proposte ed ha
espresso in particolare il Suo apprezzamento per il motto del Sindacato -
Fatti, non parole - "perchè" ha detto "a me piace fare i fatti, non le
parole".
Il
Consiglio Nazionale ha approvato all'unanimità la relazione
politico-programmatica del Segretario generale Donato CAPECE.
Capece,
in particolare, ha rilevato come, da un'analisi ufficiale dei dati
relativi alla situazione dell'organico del Corpo di Polizia Penitenziaria
(sulla carta pari a 41.957 unità), emerge evidente che "ogni giorno circa
13 mila poliziotti risultano essere assenti per i motivi più diversi che
vanno dalle ferie al riposo settimanale e alla malattia. Inoltre, vi sono
circa 1.800 unità che non prestano servizio in Istituti penitenziari".
“In
servizio quotidianamente nelle carceri” ha aggiunto il Segretario Generale
del SAPPE “ ci sono pertanto poco più di 27 mila unità del Corpo dei vari
ruoli. Supponendo - e siamo vicini al vero - che circa il 10 per cento,
pari a circa 2.700 poliziotti penitenziari, risulta adibito a compiti
amministrativi negli uffici degli oltre 200 penitenziari del Paese, in
realtà l'organico di Polizia Penitenziaria che gestisce effettivamente gli
oltre 56 mila detenuti ristretti (case circondariali, case di reclusione,
case di lavoro, ospedali psichiatrici giudiziari e istituti pe minori) è
di sole 24.300 unità, con carenze di Personale più evidenti e gravi nelle
strutture del Nord".
La recente
evasione di due detenuti dal carcere di Firenze Sollicciano conferma
l’esiguità degli organici del Corpo, per cui si rende assolutamente
necessario provvedere ad un incremento degli organici della Polizia
Penitenziaria (specie nelle sedi del Nord Italia), ricorrendo a concorsi
nazionali riservati per quelle Regioni in cui la carenza di Personale è
più consistente (Toscana, Lombardia, Triveneto, Piemonte, Liguria, Emilia
Romagna). |