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DPR 16
MARZO 1999, n. 254 (pubblicato sul S.O. n. 148/L del 3 agosto 99 alla G.U. n. 180
del 3 agosto 99 Serie Generale) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA VISTO larticolo 87 della Costituzione; VISTO il decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, recante norme sulle procedure per disciplinare i contenuti del rapporto di impiego del personale della Polizia e delle Forze Armate, emanato in attuazione della legge 29 aprile 1995, n. 130, e dellarticolo 2 della legge 6 marzo 1992, n. 216; VISTI gli articoli 1, 2 e 7 del citato decreto legislativo n. 195 del 1995, che disciplinano le procedure negoziali e di concertazione, da avviare, sviluppare e concludere con carattere di contestualità, ai fini della adozione di separati decreti del Presidente della Repubblica concernenti, rispettivamente, il personale delle Forze di Polizia anche ad ordinamento militare e quello delle Forze Armate, con esclusione dei dirigenti civili e militari, nonché del personale di leva e di quello ausiliario di leva; VISTE le disposizioni degli articoli 2 e 7 del predetto decreto legislativo n. 195 del 1995, che individuano le delegazioni di parte pubblica, le delegazioni sindacali ed i rappresentanti del Consiglio Centrale di Rappresentanza che partecipano alle richiamate procedure negoziali e di concertazione, rispettivamente, per le Forze di Polizia a d ordinamento civile (Polizia di Stato, Corpo della Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato), per le Forze di Polizia ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e Corpo della Guardia di Finanza) e per le Forze Armate; VISTE in particolare le disposizioni di cui allarticolo 2, comma1, lettere a) e b), ed allarticolo 7 del citato decreto legislativo n. 195 del 1995 riguardanti le delegazioni e le procedure negoziali e di concertazione, rispettivamente per il personale delle Forze di Polizia ad ordinamento civile e delle Forze di Polizia ad ordinamento militare in precedenza indicate; VISTO il decreto del Ministro per la funzione pubblica del 22 maggio 1998 riguardante Individuazione della delegazione sindacale che partecipa alle trattative per la definizione dellaccordo sindacale per il quadriennio 199$-1997, per gli aspetti normativi, e per il biennio 1998-1999, per gli aspetti retributivi, riguardante il personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato, Corpo della polizia penitenziaria e Corpo forestale dello Stato), di cui allarticolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195; VISTA L Ipotesi di accordo sindacale riguardante il quadriennio 1998-2001, per la parte normativa, ed il biennio 1998-1999, per la parte economica, per il personale non dirigente delle Forze di Polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato, Corpo della Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato), sottoscritta, ai sensi delle richiamate disposizioni del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, in data 17 febbraio 1999 dalla delegazione di parte pubblica e dalle seguenti organizzazioni sindacali rappresentative sul piano nazionale per la Polizia di Stato: SIULP SIAP COISP- F.S.P. (FEDERAZIONE NAZIONALE LISIPO SODIPO) PATTO FEDERATIVO ITALIA SICURA (PATTO FEDERALE TRA ANIP-RINNOVAMENTO SINDACALE-USP); per la Polizia Penitenziaria: SAPPE CISL/POLIZIA PENITENZIARIA OSAPP - - CGIL/POLIZIA PENITENZIARIA - UIL/POLIZIA PENITENZIARIA SINAPPE COORDINAMENTO SINDACALE SIALPE-SAG; per il Corpo Forestale dello Stato: SAPAF CISL/CORPO FORESTALE DELLO STATO SAPECOFS UIL/CORPO FORESTALE DELLO STATO CGIL/CORPO FORESTALE DELLO STATO; VISTO lo schema di provvedimento di concertazione riguardante il quadriennio 1998-2001, per gli aspetti normativi, ed il biennio 1998-1999, per gli aspetti retributivi, per il personale non dirigente delle Forze di Polizia ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e Corpo della Guardia di Finanza), concertato ai sensi delle richiamate disposizioni del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, in data 17 febbraio 1999, dalla delegazione di parte pubblica, dal Comando generale dellArma dei carabinieri, dal Comando generale del Corpo della guardia di finanza, dalla Sezione COCER Carabinieri, dalla Sezione COCER Guardia di Finanza; VISTA la legge 27 dicembre 1997, n. 450; VISTA la legge 23 dicembre 1998, n. 449; VISTO larticolo 3, comma2, della legge 28 marzo 1997, n. 85; VISTO il decreto legge 27 marzo 1995, n. 89, convertito dalla legge 17 maggio 1995, n. 186; VISTO larticolo 17, comma1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e larticolo 7, comma 11, ultimo periodo, del decreto legislativo n. 195 del 1995; VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri adottata nella riunione del 9 marzo 1999 con la quale sono stati approvati ai sensi del citato articolo 7, comma 11, del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, previa verifica delle compatibilità finanziarie e in assenza delle osservazioni di cui al comma 4 del medesimo articolo 7, lipotesi di accordo sindacale riguardante il personale non dirigente delle Forze di polizia ad ordinamento civile e lo schema di provvedimento riguardante le Forze di Polizia ad ordinamento militare in precedenza indicati; SULLA PROPOSTA del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro per la funzione pubblica e del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, di concerto con i Ministri dellinterno, della difesa, delle finanze, di grazia e giustizia e per le politiche agricole; EMANA Il seguente
decreto TITOLO I - FORZE DI POLIZIA AD ORDINAMENTO CIVILE (POLIZIA DI STATO, CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA E CORPO FORESTALE DELLO STATO) Articolo 1 (Area di applicazione e durata) 1. Ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera A), del decreto legislativo 12 maggio 1995, n.195, il presente decreto si applica al personale dei ruoli della Polizia di Stato, del Corpo della Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato, con esclusione dei rispettivi dirigenti e del personale ausiliario di leva. 2. Il presente decreto concerne il periodo 1° gennaio 1998 - 31 dicembre 2001 per la parte normativa ed è valido dal 1° gennaio 1998 al 31 dicembre 1999 per la parte economica e relativi effetti. 3. Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla data di scadenza della parte economica del presente decreto, al personale di cui al comma 1 sarà corrisposto, a partire dal mese successivo, un elemento provvisorio della retribuzione pari al trenta per cento del tasso di inflazione programmato, applicato ai livelli retributivi tabellari vigenti, inclusa l'indennità integrativa speciale. Dopo ulteriori tre mesi di vacanza contrattuale, detto importo è pari al cinquanta per cento del tasso di inflazione programmato e cessa di essere erogato dalla decorrenza degli effetti economici previsti dal nuovo decreto del Presidente della Repubblica emanato ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 195 del 1995. Articolo 2 (Nuovi stipendi) 1. Gli stipendi stabiliti dall'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 10 maggio 1996, n. 359, sono incrementati a regime, delle seguenti misure mensili lorde:
2. Gli aumenti di cui al comma 1 competono con decorrenza 1° agosto 1999.
3. Dal 1° ottobre 1998 al 31 luglio 1999 competono i seguenti aumenti stipendiali mensili lordi:
4. Gli aumenti di cui al comma 3 hanno effetto fino alla data del conseguimento di quello successivo. 5. I valori stipendiali tabellari annui lordi a regime, derivanti dall'applicazione dei precedenti commi, sono:
6. Gli importi stabiliti dal presente articolo assorbono l'elemento provvisorio della retribuzione previsto dall'articolo 1, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 10 maggio 1996, n. 359. Articolo 3 (Effetti dei nuovi stipendi) 1. Le nuove misure degli stipendi risultanti dall'applicazione del presente decreto hanno effetto sulla tredicesima mensilità, sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e privilegiato, sulle indennità di buonuscita, sull'assegno alimentare previsto dall'articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n.3, o da disposizioni analoghe, sull'equo indennizzo, sulle ritenute previdenziali ed assistenziali e relative contributi, compresi la ritenuta in conto entrata INPDAP, o altre analoghe, ed i contributi di riscatto. 2. I benefici economici risultanti dall'applicazione del presente decreto, riguardante il biennio 1998-1999, sono corrisposti integralmente, alle scadenze e negli importi previsti dal medesimo provvedimento, al personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza del presente decreto. Agli effetti dell'indennità di buonuscita si considerano solo gli scaglionamenti maturati alla data di cessazione dal servizio. 3. Ai fini della corresponsione dei nuovi stipendi derivanti dall'applicazione del presente decreto si applica l'articolo 172 della legge 11 luglio 1980, n.312. 4. Gli aumenti stipendiali di cui all'articolo 2, hanno effetto sulla determinazione delle misure orarie del compenso per lavoro straordinario a decorrere dal 31 dicembre 1999. Articolo 4 (Indennità pensionabile) 1. Le misure dell'indennità di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1984, n.69, e successive modificazioni ed integrazioni, sono rideterminate a decorrere dalle date di seguito indicate nei seguenti nuovi importi mensili lordi: a) dal 1 settembre 1998
b) dal 1 ottobre 1999
c) dal 31 dicembre 1999
2. Dal 1° settembre 1998, è soppresso il comma 4 dellarticolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 395. Articolo 5 (Assegno funzionale) 1. L'assegno funzionale pensionabile di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1990, n. 147, nelle misure derivanti dall'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 359 del 1996, fermo restando i requisiti ivi previsti è fissato nei seguenti importi annui lordi, rispettivamente al compimento degli anni di servizio sotto indicati:
2. Per gli appartenenti al ruolo dei commissari o qualifiche equiparate della Polizia di Stato, per gli ufficiali del disciolto Corpo degli Agenti di custodia e per gli ufficiali del Corpo Forestale dello Stato provenienti da ruoli inferiori, lassegno funzionale pensionabile di cui allarticolo 5 del DPR 5 giugno 1990, n. 147, nelle misure derivanti dallarticolo 5 del DPR n. 359/96 è fissato nei seguenti importi annui lordi, rispettivamente al compimento degli anni di servizio sotto indicati:
3. Per l'attribuzione dell'assegno funzionale al personale di cui ai commi 1 e 2, la valutazione dei requisiti prescritti è riferita al biennio precedente alla data di maturazione della prevista anzianità, escludendo dal computo gli anni compresi nel periodo suddetto in cui il dipendente abbia riportato una sanzione disciplinare più grave della deplorazione o un giudizio complessivo inferiore a buono. Articolo 6 (Trattamento di missione) 1. Il personale che, comandato in missione fuori dalla sede di servizio, utilizzi il mezzo aereo o il mezzo proprio senza la prevista autorizzazione, è rimborsato di una somma nel limite del costo del biglietto ferroviario per la classe consentita a tariffa duso. 2. Il trattamento economico di missione previsto dalla legge 18 dicembre 1973, n. 836 e successive modificazioni compete al personale chiamato a comparire, quale indagato o imputato per fatti inerenti al servizio, dinanzi ad organi della magistratura ordinaria, militare o contabile solo alla conclusione del procedimento ed esclusivamente allorché l'interessato sia stato prosciolto o assolto in via definitiva. Si continua ad applicare l'articolo116 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n.3, per i procedimenti di fronte ai consigli o commissioni di disciplina o inchiesta. 3.
Al personale inviato in servizio fuori sede compete, limitatamente alla durata del
viaggio, lindennità oraria di missione maggiorata di lire 2.500 per ogni ora, a
condizione che il personale stesso sia impiegato oltre la durata del turno giornaliero.
Tale maggiorazione non è cumulabile con il compenso per lavoro straordinario. La spesa
derivante dallincremento deve essere contenuta dalle singole Amministrazioni negli
ordinari stanziamenti di bilancio. 4.
In caso di missioni di durata superiore a trenta giorni connesse con particolari
attività di servizio di carattere operativo che coinvolgano più unità di personale,
l'Amministrazione ove lo ritenga più conveniente e comunque con costi non superiori al
rimborso medio delle spese di pernottamento degli eventuali fruitori, ha facoltà di
locare, con oneri, compresi quelli per gestione e consumi, a carico dei relativi capitoli,
appartamenti ammobiliati da reperire sul libero mercato da concedere al personale
interessato in luogo della sistemazione alberghiera e con riduzione del trattamento di
missione per fruizione di alloggio gratuito secondo le normative in vigore. Al predetto
personale le spese per il vitto sono rimborsate secondo le disposizioni vigenti. 5.
Nei casi di missione continuativa nella medesima località di durata superiore a
sei giorni è consentito il rimborso delle spese per il pernottamento in residenza
turistico alberghiera, purché non risulti economicamente più oneroso rispetto al
costo medio della categoria alberghiera consentita nella località stessa. 6.
Al personale in trasferta che per ragioni di servizio comprovate
allAmministrazione non possa consumare i pasti, ove ne maturi il diritto ai sensi
della vigente normativa, compete un rimborso pari al 50% del limite vigente, ferma
restando la misura del 40% della diaria di trasferta. 7.
Al personale inviato in missione è anticipata, a richiesta dellinteressato,
una somma pari allintero importo delle spese di viaggio e pernottamento, nel limite
del costo medio della categoria consentita, nonché l85% delle presumibili spese di
vitto. 8.
La località di abituale dimora può essere considerata sede di partenza e rientro
dalla missione, ove richiesto dal personale e non più oneroso per lAmministrazione. 9.
Restano ferme le altre disposizioni di cui allarticolo 8 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 147 del 1990, allarticolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 395 del 1995 e
allarticolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 359 del 1996. Articolo 7 (Assegnazione temporanea) 1. L'amministrazione, valutate le esigenze di servizio, può concedere al personale che ne abbia fatto domanda, per gravissimi motivi di carattere familiare o personale adeguatamente documentati, l'assegnazione anche in sovrannumero all'organico in altra sede di servizio per un periodo non superiore a sessanta giorni, rinnovabile. 2. L'assegnazione non comporta la corresponsione degli emolumenti, indennità e rimborsi comunque previsti per il servizio fuori sede. 3. Annualmente le Amministrazioni comunicano il numero delle assegnazioni temporanee e dei relativi rinnovi alle organizzazioni sindacali rappresentative sul piano nazionale. Articolo 8 (Trattamento economico di trasferimento) 1. LAmministrazione ove non disponga di mezzi idonei ad effettuare il trasporto dei mobili e delle masserizie dei dipendenti trasferiti dufficio, previsto dall'articolo 19, comma 8, della legge 18 dicembre 1973, n. 836, provvede a stipulare entro il 31 dicembre 1999 convenzioni con trasportatori privati, anche oltre i limiti stabiliti dal comma 1 del medesimo articolo. 2. A decorrere dal 1° gennaio 1999 il personale trasferito dautorità, ove sussista lalloggio di servizio, ne abbia titolo in relazione allincarico ricoperto ed abbia presentato domanda, ove prevista, per ottenerlo, può richiedere, dietro presentazione di formale contratto di locazione o di fattura quietanzata, il rimborso del canone dellalloggio per un importo massimo di lire 1.500.000 mensili, fino allassegnazione dellalloggio di servizio e, comunque, per un periodo non superiore a tre mesi. In tali casi il trattamento economico previsto dalla legge 10 marzo 1987, n. 100, è ridotto ai sensi dellarticolo 1, comma 3 , della stessa legge. 3. Nelle stesse condizioni indicate al comma 2 il personale ha facoltà di optare per la riduzione dellimporto mensile ivi previsto in relazione alla elevazione proporzionale dei mesi di durata del beneficio e comunque non oltre i sei mesi. 4. Lonere derivante dai commi 1, 2 e 3 del presente articolo va contenuto nei limiti degli stanziamenti iscritti nei competenti capitoli di bilancio. 5. A decorrere dal 1 luglio 1999, al personale con famiglia a carico trasferito dautorità che non fruisca dellalloggio di servizio o che, comunque, non benefici di alloggi forniti dallAmministrazione, è dovuta in ununica soluzione, allatto del trasferimento del nucleo familiare nella nuova sede di servizio, unindennità di lire 1.500.000. Articolo 9 (Specializzazioni) 1. Listituzione di nuove specializzazioni può essere proposta anche in sede di accordo nazionale quadro. Articolo 10 (Presenza qualificata) 1. Larticolo 8, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 395 è soppresso. 2. Lo stanziamento relativo alla corresponsione dellindennità di cui allarticolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 359 del 1996, di cui resta ferma la misura, diviso pro - quota per singola Amministrazione, confluisce nel fondo di cui allarticolo 14 ed è gestito secondo le modalità definite dallarticolo 23, comma 5, lettera a) del presente decreto.
Articolo 11 (Servizi esterni ed ordine pubblico in sede) 1. A decorrere dal 1 giugno 1999 il compenso giornaliero di cui allarticolo 9, comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 395, è esteso al personale delle forze di polizia ad ordinamento civile che eserciti precipuamente attività di tutela, scorta, traduzione, vigilanza, lotta alla criminalità, nonché tutela della normativa in materia di poste e comunicazioni, impiegato in turni e sulla base di ordini formali di servizio svolti allesterno degli uffici o presso enti e strutture di terzi. 2. A decorrere dal 1 gennaio 1999 le misure dellindennità di ordine pubblico in sede di cui allarticolo 5 della legge 27 maggio 1977, n. 284, come rideterminate dallarticolo 3 della legge 5 agosto 1978, n. 505 e dallarticolo 9, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 395, sono incrementate di lire 1.000 lorde per ogni turno. Articolo 12 (Indennità di presenza notturna e festiva) 1. A decorrere dal 30 novembre 1999, al personale impiegato in turno di servizio che si effettua tra le ore 22 e le ore 6, lindennità di cui al comma 1 dellarticolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 359/96 è rideterminata nella misura lorda di lire 3.000 per ciascuna ora. 2. A decorrere dal 1° gennaio 1999, al personale chiamato a prestare servizio in attività di istituto nei giorni di Natale, 26 dicembre, Capodanno, Pasqua, lunedì di Pasqua, 1° maggio e Ferragosto, il compenso di cui al comma 3 dellarticolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 359 del 1996, in luogo dellindennità festiva di cui al comma 2 del predetto articolo, è rideterminato nella misura lorda di lire 63.000. Articolo 13 (Indennità di impiego operativo per attività di aeronavigazione, di volo, di pilotaggio, di imbarco e relative indennità supplementari) 1. Il personale destinatario dellindennità di impiego operativo per attività di aeronavigazione, di volo, di pilotaggio, di imbarco e relative indennità supplementari in rubrica, che sia transitato al ruolo superiore e, a parità di impiego, si trovi nella condizione di avere diritto ad unindennità di misura inferiore a quella di cui sia già provvisto, conserva il trattamento in godimento. 2. Le indennità di cui allarticolo 9 della legge 23 marzo 1983, n. 78, e successive modificazioni, competono da 1° gennaio 1999 anche al personale di cui allarticolo 1, che si trovi nelle condizioni di impiego previste dal medesimo articolo 9, e sono cumulabili nella misura del 50% con ogni indennità accessoria, compresa lindennità pensionabile. 3. Per il personale della Polizia di Stato, del Corpo della Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato si applicano le disposizioni di cui allarticolo 5, comma 2 del decreto del Presidente della Repubblica 394 del 1995 e successive modificazioni, secondo le modalità e nelle misure ivi stabilite. Articolo 14 (Fondo per lefficienza dei servizi istituzionali) 1. Per ogni forza di polizia ad ordinamento civile è costituito un Fondo per lefficienza dei servizi istituzionali alimentato dalle seguenti risorse economiche: a) la relativa quota di pertinenza dello 0.8 per cento di cui all'articolo 2, comma 10, della legge 23 dicembre 1998, n. 449; b) i risparmi di spesa e di gestione nelle misure e limiti previsti dall'articolo 43, comma 7, della legge 27 dicembre 1997, n.449; c) le risorse provenienti da specifiche disposizioni normative che destinano risparmi per promuovere miglioramenti nell'efficienza dei servizi; d) gli importi derivanti dalla contestuale riduzione di quote di straordinario pari all'1%, per il 1999, al 2% per il 2000 e del 3% per il 2001 degli stanziamenti previsti negli appositi capitoli di bilancio; e) limporto di cui al comma 2 dellarticolo 10. Articolo 15 (Utilizzazione del fondo) 1. Il fondo di cui all'articolo 14 è finalizzato da ogni singola Amministrazione al raggiungimento di qualificati obiettivi ed a promuovere reali e significativi miglioramenti dell'efficienza dei servizi istituzionali. 2. Il fondo indicato al comma 1 è utilizzato, con le modalità di cui all'articolo 23, comma 5, lettera a) in particolare per attribuire compensi finalizzati a: a) incentivare l'impiego del personale nelle attività operative; b) fronteggiare particolari situazioni di servizio; c) compensare l'impiego in compiti od incarichi che comportino disagi; d) compensare la presenza qualificata. e) Compensazione diretta allincentivazione della produttività collettiva per il miglioramento dei servizi. 3. Le risorse di cui all'articolo 14 non possono prevedere una distribuzione indistinta e generalizzata. Articolo 16 (Orario di lavoro) 1. La durata dell'orario di lavoro è di 36 ore settimanali. 2. In aggiunta all'orario ordinario di cui al comma 1, il personale di cui all'articolo 1, comma 1, è tenuto ad effettuare la prestazione di lavoro obbligatorio settimanale di un'ora fino alla sottoscrizione dell'accordo per il biennio economico 2000 - 2001. In sede delle relative procedure di negoziazione e verificato che le amministrazioni abbiano predisposto o positivamente sperimentato entro il 31 marzo 2000 stabili modifiche degli assetti organizzativi, la soppressione di tale prestazione obbligatoria è subordinata alla possibilità che il relativo costo venga con esse compensato. 3. Dal 1° luglio 1999 al personale impegnato in turni di servizio continuativo che coprano le 24 ore, non si applica quanto previsto dal comma 2. Le amministrazioni apporteranno le necessarie, stabili modifiche degli assetti organizzativi che portino allautofinanziamento. 4. Il personale inviato in servizio fuori sede che sia impiegato oltre la durata del turno giornaliero, comprensivo sia dei viaggi che del tempo necessario alleffettuazione dellincarico, è esonerato dallespletamento del turno ordinario previsto o dal completamento dello stesso. Articolo 17 (Tutela delle lavoratrici madri) 1. Oltre a quanto previsto dalla legge 30 dicembre 1971, n.1204 del 1971, e successive modificazioni, per il personale di cui allarticolo 1, comma 1, si applicano le seguenti disposizioni: a) divieto di sovrapposizione dei turni tra coniugi dipendenti dalla stessa Amministrazione con figli fino a 6 anni di età; b) esonero, a domanda, per la madre o per le situazioni monoparentali dal turno notturno o da turni continuativi articolati sulle 24 ore sino al compimento del terzo anno di età del figlio; c) esonero, a domanda, dal turno notturno per i dipendenti che abbiano a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge n.104 del 1992 ; d) possibilità per le lavoratrici madri vincitrici di concorso interno, con figli fino al 12° anno di età, di frequentare il corso di formazione presso la scuola più vicina al luogo di residenza, tra quelle in cui il corso stesso si svolge. Articolo 18 (Congedo ordinario) 1. Al pagamento sostitutivo si procede, oltre che nei casi previsti dellarticolo 14, comma 14, del decreto del Presidente della Repubblica n. 395 del 1995, anche quando il congedo ordinario non sia stato fruito per decesso o per dispensa dal servizio del dipendente disposta dopo il collocamento in aspettativa per infermità. 2. Il congedo ordinario potrà essere fruito entro il secondo semestre dellanno successivo, qualora il personale in servizio allestero di cui allarticolo 47, comma 2, ultimo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica n.395 del 1995 non abbia fruito di congedo nel corso dellanno per indifferibili esigenze di servizio. Articolo 19 (Congedi straordinari) 1. Le disposizioni di cui allarticolo 3, comma 39, della legge 24 dicembre 1993, n.537, non si applicano, a decorrere dal primo giorno del mese successivo allentrata in vigore del presente decreto, al personale di cui allarticolo 1, comma 1. 2. Il congedo straordinario spetta anche al personale che si sottopone alla donazione di organi, ivi compresa la donazione di midollo osseo. 3. A parità di fattispecie e di situazioni legittimanti è riconosciuto lo stesso numero di giornate di congedo straordinario indipendentemente dalla qualifica posseduta. 4. Le esigenze di trasloco e di riorganizzazione familiare di cui all'articolo 15, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 395 sussistono anche per il personale accasermato. 5. Al personale inviato in missione collettiva allestero compete il rimborso delle spese di viaggio di andata e ritorno sostenute e documentate, in caso di concessione di congedo straordinario per gravi motivi. Articolo 20 (Diritto allo studio) 1. Ferme restando le disposizioni di cui allarticolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 395, ove i corsi richiamati nel predetto articolo non siano attivati nella sede di servizio, il diritto delle 150 ore da dedicare alla frequenza compete anche per i medesimi corsi svolti in altra località. In tal caso i giorni eventualmente necessari per il raggiungimento di tale località ed il rientro in sede sono conteggiati, in ragione di 6 ore per ogni giorno impiegato, nelle 150 ore medesime. 2. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche al personale trasferito ad altra sede di servizio che abbia già iniziato la frequenza dei corsi nella precedente sede di servizio. 3. Non si applicano i commi 1 e 2 nel caso di iscrizione a corsi universitari o post universitari fuori dalla sede di servizio e laddove nella sede di appartenenza siano attivati analoghi corsi, e pertanto il tempo necessario al raggiungimento di tali località ed il rientro in sede non può essere computato nelle 150 ore. 4. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche in caso di corsi organizzati dagli Enti pubblici territoriali. 5. Per la preparazione ad esami universitari o post universitari, nellambito delle 150 ore per il diritto allo studio, possono essere attribuite e conteggiate le tre giornate immediatamente precedenti agli esami sostenuti in ragione di 6 ore per ogni giorno.
Articolo 21 (Formazione) 1. Allarticolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 395 del 1995 dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti: 3 bis.
Ulteriori iniziative di formazione e aggiornamento del personale potranno essere
realizzate, qualora lamministrazione lo ritenga più conveniente, anche attraverso
protocolli o convenzioni con enti locali, università, società private e Amministrazioni. 3 ter.
Per garantire le attività formative del presente articolo le Amministrazioni
utilizzeranno oltre alle quote previste dai rispettivi bilanci, anche le risorse allo
scopo previste da specifiche norme di legge ovvero da particolari disposizioni
comunitarie. Dellentità di tali risorse è data informazione alla commissione di
cui al comma 3. 2. Le giornate destinate alla formazione ed allaggiornamento professionale di cui allarticolo 22, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica n.395 del 1995, qualora non siano utilizzate nel corso dellanno per esigenze di servizio, sono recuperate nellanno successivo. Articolo 22 (Relazioni Sindacali) 1. Il sistema di relazioni sindacali, nel rispetto delle distinzioni delle responsabilità delle Amministrazioni e delle organizzazioni sindacali è riordinato in modo coerente allobiettivo di incrementare e mantenere elevata lefficienza dei servizi istituzionali unitamente al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla crescita professionale degli operatori della sicurezza. 2. Il sistema di relazioni sindacali si articola nei seguenti modelli: a) contrattazione collettiva: a1) la contrattazione collettiva si svolge a livello nazionale sulle materie, con i tempi e le procedure previste dall'articolo 3, comma 1, e dall'articolo 7 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, individuando anche le risorse da destinare al fondo per il raggiungimento di qualificati obiettivi e il miglioramento dellefficienza dei servizi; a2) accordo nazionale quadro e contrattazione decentrata; b) informazione, che si articola in preventiva e successiva; f) norme di garanzia. Articolo 23 (Accordo nazionale quadro di amministrazione e contrattazione decentrata) 1. Laccordo nazionale quadro di amministrazione è stipulato fra il Ministro competente, o un suo delegato, e una delegazione sindacale composta dai rappresentanti di ciascuna organizzazione sindacale firmataria dellaccordo nazionale di cui allarticolo 22, lettera a1). 2. Le relative procedure di contrattazione devono essere avviate entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, termine entro il quale le organizzazioni sindacali presentano le relative piattaforme. 3. Laccordo nazionale quadro di amministrazione la durata quadriennale e le materie che ne costituiscono oggetto devono essere trattate in una unica sessione. 4. Laccordo non può essere in contrasto con i vincoli risultanti da quanto stabilito nel contratto collettivo nazionale né comportare oneri eccedenti le risorse confluite nel fondo di cui allarticolo 14. 5. Le procedure per laccordo nazionale quadro si svolgono per ciascuna amministrazione sulle seguenti materie di contrattazione: a) individuazione delle fattispecie, e delle misure da attribuire a ciascuna di esse, a cui destinare le risorse del fondo per l'efficienza dei servizi istituzionali di cui all'articolo 14; definizione delle modalità per la loro destinazione, utilizzazione e attribuzione, nonché le relative modalità di verifica. L'accordo su tale punto avrà cadenza annuale. b) principi generali per la definizione degli accordi decentrati di cui al comma 6, unitamente alle procedure di perfezionamento in caso di mancata intesa ed alle modalità di verifica degli accordi, nonché per le determinazioni dei periodi di validità; c) individuazione delle tipologie per l'articolazione dei turni di servizio; d) criteri per la valutazione delladeguatezza degli alloggi di servizio utilizzabili dal personale in missione; e) criteri relativi alla formazione ed all'aggiornamento professionale; f) criteri generali, previa informazione dei dati necessari, per la programmazione di turni di lavoro straordinario diretti a consentire ai responsabili degli uffici di fronteggiare, per periodi predeterminati, particolari esigenze di servizio; g) criteri generali per l'applicazione del riposo compensativo; h) criteri generali per la programmazione di turni di reperibilità; i) indirizzi generali per le attività gestionali degli enti di assistenza del personale. 6. La contrattazione decentrata si svolge presso ogni sede centrale e ufficio o istituto o reparto periferico di livello dirigenziale individuati da ciascuna Amministrazione, senza oneri finanziari aggiuntivi rispetto a quanto previsto dal presente decreto, con le procedure previste dall'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e per le seguenti materie: a) gestione ed applicazione, con cadenza annuale, di quanto previsto dal comma 5, lettera a), secondo le modalità ivi definite ed entro 30 giorni dalla data dell'accordo stesso e dei successivi aggiornamenti. Nel caso non si pervenga, entro tale termine, ad un accordo, la commissione di cui all'articolo 28, comma 3, esprime parere vincolante nel merito; b) criteri applicativi relativi alla formazione ed all'aggiornamento professionale, con riferimento ai tempi ed alle modalità; c) criteri per la verifica della qualità e della salubrità dei servizi di mensa e degli spacci; d) criteri per la verifica delle attività di protezione sociale e di benessere del personale; e) misure dirette a favorire pari opportunità nel lavoro e nello sviluppo professionale, ai fini anche delle azioni positive di cui alla legge 10 aprile 1991, n. 125. Articolo 24 (Informazione) 1. Linformazione si articola in preventiva e successiva. 2. Linformazione preventiva è fornita da ciascuna Amministrazione, inviando con congruo anticipo alle rispettive organizzazioni sindacali firmatarie dell'accordo sindacale recepito con il presente decreto la documentazione necessaria, relativamente ai criteri generali ed alle conseguenti iniziative concernenti: a) l'articolazione dell'orario di lavoro obbligatorio giornaliero e settimanale e dei turni di servizio; b) la mobilita' esterna del personale a domanda; c) la programmazione di turni di lavoro straordinario diretti a consentire ai responsabili degli uffici di fronteggiare, per periodi predeterminati, particolari esigenze di servizio; d) l'applicazione del riposo compensativo; e) la programmazione di turni di reperibilità; 3. Per le materie di cui al precedente comma lettere a), c), d), e) l'informazione è fornita a livello centrale e periferico; per la materia di cui alla lettera b) l'informazione è fornita a livello di Amministrazione centrale. 4. Linformazione successiva si attua relativamente ai criteri generali concernenti: a) le misure di massima riguardanti l'organizzazione degli uffici e l'organizzazione del lavoro; b) la qualità del servizio ed i rapporti con l'utenza, nonché le altre misure di massima volte a migliorare l'efficienza dei servizi; c) l'attuazione di programmi di formazione del personale; d) le misure in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, anche in relazione all'attuazione del decreto legislativo n. 626 del 1994. 5. Per le materie suddette, le Amministrazioni della Polizia di Stato e del Corpo forestale dello Stato forniscono le adeguate informazioni alle rispettive organizzazioni sindacali firmatarie dell'accordo sindacale recepito con il presente decreto in una apposita conferenza di rappresentanti di dette Amministrazioni ed organizzazioni sindacali, non avente alcuna natura negoziale, da riunirsi con cadenza semestrale. 6. Linformazione successiva si attua a livello centrale e periferico. 7. Allo scopo di rendere più trasparente e costruttivo il rapporto ed il confronto tra le parti, ciascuna Amministrazione trasmette alle rispettive organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale firmatarie dell'accordo sindacale recepito con il presente decreto gli ordini del giorno del Consiglio di amministrazione e delle commissioni del personale e le relative determinazioni. Resta fermo il diritto dei singoli dipendenti di richiedere ed ottenere, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, il rilascio della copia degli atti dei procedimenti amministrativi che li riguardano. Di tale richiesta l'interessato potrà informare, ove lo ritenga opportuno, le organizzazioni sindacali. Articolo 25 (Esame) 1. Lesame si attua, a livello centrale e periferico, secondo le previsioni di cui al allarticolo 24, comma 3, relativamente alle materie oggetto di informazione preventiva. A tal fine, nell'ambito di ogni Amministrazione, ciascuna organizzazione sindacale firmataria dell'accordo sindacale recepito con il presente decreto, ricevuta l'informazione, può chiedere, in forma scritta, un incontro per l'esame delle suddette materie. Detto incontro - a cui sono invitate anche le altre organizzazioni sindacali non richiedenti - ha inizio entro le 48 ore dalla data di ricezione della richiesta e si conclude nel termine tassativo di quindici giorni dalla ricezione dell'informazione, ovvero entro un termine più breve per motivi di urgenza; decorsi tali termini le Amministrazioni assumono le proprie autonome determinazioni definitive. Dell'esito dell'esame è redatto verbale dal quale risultano le posizioni delle parti. 2. Durante il periodo in cui si svolge l'esame, le Amministrazioni non adottano provvedimenti unilaterali nelle materie in argomento e le organizzazioni sindacali che vi partecipano non assumono sulle stesse iniziative conflittuali. 3. Per il Corpo di polizia penitenziaria, l'Amministrazione, per tutte le materie indicate negli articoli 24 e 26, procede, prima di assumere le relative determinazioni, all'esame previsto nel comma 1, nel rispetto dei termini massimi ivi stabiliti, dopo aver fornito alle organizzazioni sindacali firmatarie dell'accordo sindacale recepito con il presente decreto operanti presso il Corpo di polizia penitenziaria le informazioni necessarie.
Articolo 26 (Consultazione) 1. La consultazione si svolge relativamente ai criteri generali concernenti: a) la definizione delle piante organiche; b) la gestione del rapporto di impiego relativamente agli atti normativi ed amministrativi di carattere generale concernenti lo stato giuridico, previdenziale ed assistenziale, ivi compresi i criteri di massima da seguirsi negli scrutini per le promozioni; c) l'introduzione di nuove tecnologie e le conseguenti misure di massima riguardanti i processi generali di organizzazione degli uffici centrali e periferici aventi effetti generali sull'organizzazione del lavoro. 2. Per le materie suddette, prima di assumere le relative determinazioni, le Amministrazioni della Polizia di Stato e del Corpo forestale dello Stato, previa adeguata informazione, acquisiscono senza particolari formalità il parere delle rispettive organizzazioni sindacali firmatarie dell'accordo sindacale recepito con il presente decreto. 3. La consultazione si attua a livello centrale per le materie di cui alle lettere a) e b); per la materia di cui alla lettera c) la consultazione si svolge a livello centrale nonché, nel caso di progetti di specifico rilievo locale, anche a livello periferico. Articolo 27 (Forme di partecipazione) 1. È costituita una conferenza di rappresentanti delle Amministrazioni e delle organizzazioni sindacali rappresentative che, al fine di favorire il coinvolgimento e la partecipazione del personale agli obiettivi di ammodernamento delle strutture e riqualificazione del personale, esamina annualmente gli indirizzi fissati dal Ministro in materia di organizzazione e gestione dell'Amministrazione. 2. Nell'ambito di ciascuna Amministrazione, i responsabili degli uffici centrali e periferici si incontrano, con cadenza trimestrale, con le rispettive strutture periferiche delle organizzazioni sindacali firmatarie dell'accordo sindacale recepito con il presente decreto, anche su richiesta delle stesse, per un confronto - senza alcuna natura negoziale - sulle modalità di attuazione dei criteri concernenti la programmazione di turni di lavoro straordinario, il riposo compensativo ed i turni di reperibilità. A seguito di tale confronto le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale firmatarie dell'accordo sindacale recepito con il presente decreto sottopongono la questione all'Amministrazione centrale per un apposito esame, qualora nel predetto confronto si riscontri una diversa valutazione da parte delle medesime organizzazioni. 3. Allarticolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica n. 395 del 1995 dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: 2 bis. Lamministrazione dovrà
prevedere forme di valorizzazione e di pubblicizzazione del lavoro dei comitati. 2 ter. I comitati dovranno essere
rinnovati almeno ogni 4 anni in coincidenza con i rinnovi contrattuali. 4. Fatto salvo quanto previsto dallarticolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica n.395 del 1995, il comma 4 del predetto articolo è sostituito dal seguente: 4. Per la commissione per le ricompense al personale della Polizia di Stato, di cui allarticolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 1985, n.782, il Ministro dellinterno con proprio decreto nomina, con cadenza biennale, sei componenti designati dalle organizzazioni sindacali rappresentative sul piano nazionale, tenuto conto del grado di rappresentatività delle stesse risultante dalle deleghe complessivamente espresse per la riscossione del contributo sindacale conferite dal personale allAmministrazione. Nei limiti dei posti disponibili, a ciascuna organizzazione sindacale rappresentativa è garantita la designazione di almeno un componente. Analoga commissione, nel rispetto di criteri di pariteticità, è costituita rispettivamente per il personale del Corpo della polizia penitenziaria e del Corpo forestale dello Stato. Articolo 28 (Norme di garanzia) 1. La corretta applicazione del titolo I del presente decreto è assicurata anche mediante l'attivazione delle procedure di raffreddamento dei conflitti previste dall'articolo 8 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195. 2. Qualora in sede di applicazione delle materie regolate dal presente decreto e dallaccordo quadro di amministrazione siano rilevate, in sede centrale o periferica, violazioni delle procedure del sistema delle relazioni sindacali di cui all'articolo 22 o insorgano conflitti fra le amministrazioni e le OO.SS. nazionali sulla loro corretta applicazione, può essere formulata, da ciascuna delle parti alla commissione paritetica di cui al successivo comma 3, richiesta scritta di esame della questione controversa con la specifica e puntuale indicazione dei fatti e degli elementi di diritto sui quali la stessa si basa. Nei 30 giorni successivi alla richiesta la predetta commissione procede ad un esame della questione controversa predisponendo un parere vincolante nel merito, al quale le parti si conformano, che successivamente è inviato allufficio nel quale la controversia stessa è insorta. Di tale parere è comunque data conoscenza a tutte le sedi centrali e periferiche dellAmministrazione. 3. Presso ciascuna delle Amministrazioni interessate, è istituita, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per i fini di cui al comma 2, una commissione presieduta da un rappresentante dellAmministrazione e composta in pari numero da rappresentanti dellAmministrazione e da un rappresentante per ognuna delle organizzazioni sindacali firmatarie dellaccordo recepito con il presente decreto. Articolo 29 (Proroga di efficacia degli accordi) 1. Per le materie oggetto di accordo nazionale quadro di amministrazione e contrattazione decentrata le amministrazioni applicano la normativa derivante dagli accordi precedenti fino a quando non intervengano i successivi. Articolo 30 (Distacchi sindacali) 1. A decorrere dal 1 gennaio 1998 il limite massimo dei distacchi sindacali autorizzabili a favore del personale di ciascuna forza di polizia ad ordinamento civile è determinato rispettivamente nei contingenti complessivi di n. 58 distacchi per la Polizia di Stato, di n. 30 distacchi per il Corpo di polizia penitenziaria e n. 9 distacchi per il Corpo Forestale dello Stato. 2. Alla ripartizione degli specifici contingenti complessivi dei distacchi sindacali di cui al comma 1 tra le organizzazioni sindacali del personale rappresentative ai sensi della normativa vigente, provvede, nellambito rispettivamente della Polizia di Stato, del Corpo della polizia penitenziaria e del Corpo forestale dello Stato, il Ministro per la funzione pubblica, sentite le organizzazioni sindacali interessate, entro il primo quadrimestre del 1999, con riferimento agli anni 1999, e successivamente entro il primo quadrimestre di ciascun biennio. La ripartizione è effettuata in rapporto al numero delle deleghe complessivamente espresse per la riscossione del contributo sindacale conferite dal personale alle rispettive Amministrazioni, accertate per ciascuna delle citate organizzazioni sindacali alla data del 31 dicembre dellanno precedente a quello in cui si effettua la ripartizione. Per lanno 1998, e fino alla successiva, sono fatte salve le assegnazioni effettuate sulla base della ripartizione di cui al decreto del Ministro per la funzione pubblica 11 marzo 1996. 3. Le richieste di distacco sindacale sono presentate dalle organizzazioni sindacali nazionali aventi titolo alle Amministrazioni di appartenenza del personale interessato, le quali curano gli adempimenti istruttori acquisendo per ciascuna richiesta nominativa il preventivo assenso della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica ed emanano il decreto di distacco sindacale entro il termine di trenta giorni dalla richiesta. Lassenso della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica finalizzato esclusivamente allaccertamento dei requisiti di cui al comma 4 ed alla verifica del rispetto dello specifico contingente e relativo riparto di cui al precedente comma 2 è considerato acquisito qualora il Dipartimento della funzione pubblica non provveda entro venti giorni dalla data di ricezione della richiesta. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, le organizzazioni sindacali comunicano la conferma di ciascun distacco sindacale in atto; possono avanzare richiesta di revoca in ogni momento. La conferma annuale e la richiesta di revoca è comunicata alle Amministrazioni di appartenenza del personale interessato ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica, che adottano i consequenziali provvedimenti nel solo caso di revoca. 4. Possono essere autorizzati distacchi sindacali, nellambito di ciascun contingente indicato nei commi 1 e 2, soltanto in favore rispettivamente dei dipendenti della Polizia di Stato, del Corpo di polizia penitenziaria e del Corpo forestale dello Stato, che ricoprono cariche di dirigenti sindacali in senso agli organismi direttivi delle organizzazioni sindacali di cui al comma 2. 5. Ferma restando lattuale disciplina ed il loro numero complessivo, i distacchi sindacali, sino al limite massimo del 50%, possono essere fruiti dai dirigenti sindacali, previo accordo delle Organizzazioni Sindacali con lAmministrazione interessata, anche frazionatamente per periodi non inferiori a tre mesi ciascuno, ed escludendo la frazionabilità dellorario giornaliero. 6. I periodi di distacco per motivi sindacali per motivi sindacali sono a tutti gli effetti equiparati al servizio prestato nellAmministrazione, salvo che ai fini del compimento del periodo di prova e del diritto al congedo ordinario. I predetti periodi sono retribuiti con esclusione dei compensi e delle indennità per il lavoro straordinario e di quelli collegati alleffettivo svolgimento delle prestazioni. Articolo 31 (Permessi sindacali) 1. Per lespletamento del loro mandato, i dipendenti della Polizia di Stato, del Corpo di polizia penitenziaria e del Corpo forestale dello Stato, che ricoprono cariche di dirigenti sindacali in seno agli organismi direttivi delle organizzazioni sindacali rappresentative sul piano nazionale ai sensi della normativa vigente, nonché i dirigenti sindacali che, pur avendone titolo, non sono collocati in distacco sindacale ai sensi dell'articolo 30, possono fruire di permessi sindacali con le modalità e nei limiti di quanto previsto nel presente articolo. 2. A decorrere dal 1° gennaio 1999 il limite massimo del monte ore annuo dei permessi sindacali retribuiti autorizzabili a favore del personale di ciascuna Forza di polizia ad ordinamento civile è determinato rispettivamente in n. 470.000 ore per la Polizia di Stato, in n. 200.000 ore per il Corpo di polizia penitenziaria ed in n. 40.000 ore per il Corpo forestale dello Stato. 3. Alla ripartizione degli specifici monti ore annui complessivi di permessi sindacali indicati nel comma 2 tra le organizzazioni sindacali del personale rappresentative sul piano nazionale ai sensi della normativa vigente, provvedono, nellambito rispettivamente della Polizia di Stato, del Corpo della polizia penitenziaria e del Corpo forestale dello Stato, le Amministrazioni di appartenenza del personale interessato, sentite le rispettive organizzazioni sindacali aventi titolo entro il 31 marzo 1999, con riferimento allanno 1998, e successivamente entro il 31 marzo di ciascun anno. Nella ripartizione del monte ore dei permessi sindacali in ciascuna Forza di Polizia ad ordinamento civile la quota pari al 10% è attribuita in parti uguali a tutte le predette organizzazioni sindacali e la parte restante è attribuita alle medesime organizzazioni sindacali in rapporto al numero delle deleghe complessivamente espresse per la riscossione del contributo sindacale conferite dal personale alle rispettive Amministrazioni, accertate per ciascuna delle citate organizzazioni sindacali alla data del 31 dicembre dellanno precedente a quello in cui si effettua la ripartizione. Nel periodo 1° gennaio- 31 marzo, in attesa della successiva ripartizione, lamministrazione può autorizzare in via provvisoria la fruizione di permessi sindacali nel limite del 25% del contingente annuale previsto per ciascuna organizzazione sindacale avente titolo. 4. Oltre ai permessi sindacali di cui ai commi 2 e 3, tenuto conto della specificità delle funzioni istituzionali e della particolare organizzazione delle Forze di polizia ad ordinamento civile, in favore del personale di cui al comma 1, sono concessi ulteriori permessi sindacali retribuiti, non computabili nel contingente complessivo di cui ai medesimi commi 2 e 3, esclusivamente per la partecipazione a riunioni sindacali su convocazione dellAmministrazione. 5. I dirigenti sindacali che intendono fruire dei permessi sindacali di cui al presente articolo devono darne comunicazione scritta almeno tre giorni prima ed in casi eccezionali almeno 24 ore prima, tramite la struttura sindacale di appartenenza avente titolo. LAmministrazione autorizza il permesso sindacale salvo che non ostino eccezionali e motivate esigenze di servizio che dovranno essere comunicate in forma scritta entro tre giorni. 6. In caso di mancato utilizzo del permesso richiesto lorganizzazione sindacale interessata provvederà a darne comunicazione al dirigente dellufficio di appartenenza del dipendente. 7. Tenuto conto della specificità delle funzioni istituzionali e della particolare organizzazione delle Forze di polizia ad ordinamento civile, i permessi sindacali sono autorizzati in misura pari alle ore corrispondenti al turno di servizio giornaliero e non possono superare mensilmente per ciascun dirigente sindacale nove turni giornalieri di servizio, con esclusione da tale computo dei permessi di cui al comma 4. 8. Nel limite del 50% del monte ore assegnato da ciascuna Amministrazione possono essere autorizzati permessi di durata superiore al limite dei nove turni giornalieri per ciascun mese, previsti dal comma precedente alle organizzazioni sindacali aventi titolo che ne facciano richiesta nominativa alle Amministrazioni centrali entro il termine di 30 giorni antecedenti la data di decorrenza del cumulo richiesto. LAmministrazione, verificato il rispetto della percentuale prevista, autorizza il cumulo entro 15 giorni dalla ricezione della richiesta. 9. I permessi sindacali di cui al presente articolo sono a tutti gli effetti equiparati al servizio prestato nellAmministrazione e sono retribuiti, con esclusione delle indennità e dei compensi per il lavoro straordinario e di quelli collegati alleffettivo svolgimento delle prestazioni. 10. Le norme di cui sl presente articolo si applicano dall'entrata in vigore del decreto di recepimento del presente accordo. Articolo 32 (Aspettative e permessi sindacali non retribuiti) 2. Le richieste di aspettative sindacali di cui al comma 1 sono presentate dalle organizzazioni sindacali rappresentative sul piano nazionale alle Amministrazioni di appartenenza del personale interessato, le quali curano gli adempimenti istruttori, acquisendo per ciascuna richiesta nominativa il preventivo assenso della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica ed emanano il decreto di aspettativa entro il termine di trenta giorni dalla richiesta. Lassenso della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica, finalizzato esclusivamente allaccertamento dei requisiti soggettivi, è considerato acquisito qualora il Dipartimento della funzione pubblica non provveda entro venti giorni dalla data di ricezione della richiesta. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, le organizzazioni sindacali comunicano la conferma di ciascuna aspettativa sindacale in atto; possono avanzare richiesta di revoca in ogni momento. La conferma annuale e la richiesta di revoca è comunicata alle Amministrazioni di appartenenza del personale interessato ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica, che adottano i consequenziali provvedimenti nel solo caso di revoca. 4. Per il personale di cui al presente articolo i contributi figurativi previsti in base allarticolo 8, comma 8, della legge 23 aprile 1981, n.155, sono gli stessi previsti per la retribuzione spettante al personale in distacco sindacale retribuito. Articolo 33 (Adempimenti delle Amministrazioni - Responsabilità) 1. Ai fini dellaccertamento delle deleghe per la riscossione del contributo sindacale di cui al comma 2 dell'articolo 30 ed al comma 3 dellarticolo 31, le Amministrazioni centrali forniscono alle rispettive organizzazioni sindacali nazionali i dati relativi alle predette deleghe e le incontrano per la certificazione dei dati e per la sottoscrizione della relativa documentazione. Ove dovessero essere riscontrati errori od omissioni in base ai dati in proprio possesso, le organizzazioni sindacali provvedono a documentare le richieste di rettifica in un apposito incontro con le predette Amministrazioni centrali, nel corso del quale si procede allesame della documentazione presentata ed alla conseguente rettifica della relativa documentazione nel caso di riscontro positivo della richiesta. Le Amministrazioni centrali, acquisite le schede pervenute dai propri Uffici periferici, inviano, entro il 31 marzo di ciascun anno, i dati complessivi relativi alle deleghe per la riscossione del contributo sindacale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica, utilizzando modelli e procedure informatizzate, anche elettroniche ed a lettura ottica, predisposti dal medesimo Dipartimento per la funzione pubblica. 2. Ai fini di quanto previsto dal precedente comma, le deleghe per la riscossione del contributo sindacale, delle quali risultino titolari le organizzazioni sindacali che abbiano dato vita ad aggregazioni associative, sono attribuite, in applicazione dell'articolo 44, comma 1, lettera c, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, al nuovo soggetto sindacale a condizione che le stesse documentino di essersi dotate di un unico codice per laccreditamento del contributo delle deleghe stesse o che le deleghe siano state confermate dagli iscritti a favore del nuovo soggetto. 3. In attuazione dell'articolo 47 bis commi 8, 9 e 12 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni e integrazioni, è istituito presso il Dipartimento della funzione pubblica un comitato paritetico al quale partecipano le organizzazioni sindacali delle Forze di polizia ad ordinamento civile rappresentative sul piano nazionale, che delibera anche sulle contestazioni relative alla rilevazione delle deleghe qualora permangano valutazioni difformi con le singole Amministrazioni. 4. Entro il 31 maggio di ciascun anno, le Amministrazioni di appartenenza del personale interessato utilizzando modelli di rilevazione e procedure informatizzate, anche elettroniche ed a lettura ottica, predisposte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica, sono tenute a comunicare al Dipartimento della funzione pubblica gli elenchi nominativi, suddivisi per qualifica e per sindacato, del personale che ha fruito di distacchi e aspettative sindacali nellanno precedente. 5. Entro la stessa data del 31 maggio di ciascun anno, le stesse Amministrazioni utilizzando i modelli e le procedure informatizzate indicate nel comma 2, sono tenute a comunicare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica gli elenchi nominativi, suddivisi per qualifica e sindacato, del personale dipendente che ha fruito dei permessi sindacali nellanno precedente con lindicazione per ciascun nominativo del numero complessivo dei giorni e delle ore. Il Dipartimento della Funzione pubblica verifica il rispetto dei limiti previsti dal presente decreto. 6. La Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica può disporre ispezioni nei confronti delle Amministrazioni che non ottemperino tempestivamente agli obblighi indicati nei commi 1, 4 e 5 può fissare un termine per ladempimento. In caso di ulteriore inerzia, il Dipartimento per la funzione pubblica non fornisce ulteriori assensi preventivi richiesti dalle stesse Amministrazioni ai sensi dell'articolo 30, comma 3, e dell'articolo 32, comma 2. Dellinadempimento risponde, comunque, il funzionario responsabile del procedimento appositamente nominato dallAmministrazione competente ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241. 7. I dati riepilogativi degli elenchi di cui ai commi 2 e 3, distinti per Amministrazioni di appartenenza del personale interessato, per sindacato, per qualifica e per sesso, sono pubblicati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della funzione pubblica in allegato alla relazione annuale sullo stato della Pubblica Amministrazione, da presentare al Parlamento ai sensi dell'articolo 16 della legge 29 marzo 1983, n. 93. 8. I dirigenti che dispongono o consentono lutilizzazione di distacchi, aspettative e permessi sindacali in violazione della normativa vigente sono responsabili personalmente. 9. Le norme di cui sl presente articolo si applicano dall'entrata in vigore del decreto di recepimento del presente decreto. Articolo 34 (Tutela dei dirigenti sindacali) 2. Il dirigente che riprende servizio al termine del distacco o aspettativa sindacale può a domanda, essere trasferito con precedenza rispetto agli altri richiedenti in altra sede dalla propria Amministrazione, quando dimostri di aver svolto attività sindacale e di aver avuto domicilio negli ultimi due anni nella sede richiesta e nel caso non abbia nel frattempo conseguito promozioni ad altri ruolo a seguito di concorso. 3. Il dirigente di cui al comma 1 non può essere discriminato per lattività in precedenza svolta quale dirigente sindacale, né può essere assegnato ad attività che facciano sorgere conflitti di interesse con la stessa. 4. I dirigenti sindacali, nellesercizio delle loro funzioni, non sono soggetti ai doveri derivanti dalla subordinazione gerarchica prevista da leggi o regolamenti. 5. Sono fatte salve le previsioni dellarticolo 32 del decreto del Presidente della Repubblica n.395 del 1995. Articolo 35 (Buono pasto) 1. Qualora ricorrano le condizioni previste dallarticolo 2, comma 1, della legge 18 maggio 1989, n. 203, nelle fattispecie disciplinate dallarticolo 1, comma 1, lettera b), della stessa legge, allorché si provvede ricorrendo ad esercizi privati, lonere a carico dellAmministrazione è elevato, ove inferiore, a lire 9.000 a decorrere dallentrata in vigore del presente decreto. 2. Le Amministrazioni, nelle condizioni previste dal comma precedente, possono anche provvedere tramite la concessione di un buono pasto - giornaliero dellimporto di lire 9.000. 3. Lonere derivate dai commi 1 e 2 va contenuto nei limiti degli stanziamenti iscritti nei competenti capitoli di bilancio.
Articolo 36 (Asilo Nido) 1. Nellambito delle attività assistenziali nei confronti del personale e nei limiti di stanziamenti relativi ai capitoli ed essi inerenti, lAmministrazione, in luogo della istituzione di asili nido, può concedere il rimborso, anche parziale, delle rette relative alle spese sostenute dai dipendenti per i figli a carico per asilo nido, secondo modalità e criteri da concordare con le organizzazioni sindacali rappresentative sul piano nazionale. 2. Limitatamente agli anni 1998 e 1999 sono assegnati complessivamente, per le finalità di cui al comma 1, rispettivamente lire 700.000.000 lire 350.000.000. Articolo 37 (Tutela legale) 1. Le disposizioni di cui allarticolo 33 del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 395 si applicano anche a favore del coniuge e dei figli del dipendente deceduto. Articolo 38 (Emolumento ex
articolo 3, comma 2, legge 85/1997)
2. Lemolumento di cui al comma 1 è corrisposto per ciascun anno del triennio 1998 2000 nella misura annua lorda di lire 660.000 non cumulabili. 3. Ai vice - commissari e qualifiche equiparate e corrispondenti, provenienti dal ruolo degli ispettori, con almeno venti anni di servizio comunque prestato, è attribuito l'emolumento pensionabile di cui al comma 1, con le modalità e le decorrenze previste nel comma 2. 4. I benefici di cui ai commi 1, 2 e 3 non sono fra loro cumulabili, non competono in caso di passaggio al livello retributivo superiore e non costituiscono presupposto per la determinazione degli scatti gerarchici di stipendio. Articolo 39 (Norme transitorie e finali) 1. Lindennità prevista dall'articolo 1, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 11 ottobre 1988 - registrato dalla Corte dei Conti in data 12 dicembre 1988, Reg. n. 59/Finanze, foglio n. 173 - al punto b) dellannessa tabella A, compete, nella misura del 50%, al personale specializzato delle Forze di Polizia effettivamente impiegato in modo esclusivo nei Comandi e reparti logistico - addestrativi a supporto del dispositivo navale, con le modalità previste per il personale imbarcato.
Articolo 40 (Trattamento di fine rapporto e previdenza complementare) 1. Le procedure di negoziazione e di concertazione attivate, per la prima applicazione, ai sensi del citato articolo 26, comma 20, della legge n. 448 del 1998, provvedono a definire: a) la costituzione di uno o più fondi nazionali pensione complementare per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare, ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, della legge 8 agosto 1995, n. 335, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e successive modificazioni ed integrazioni, anche verificando la possibilità di unificarlo con analoghi fondi istituiti ai sensi delle normative richiamate per i lavoratori del pubblico impiego; b) la misura percentuale della quota di contribuzione a carico delle Amministrazioni e di quella dovuta dal lavoratore, nonché la retribuzione utile alla determinazione delle quote stesse; c) le modalità di trasformazione della buonuscita in trattamento di fine rapporto, le voci retributive utili per gli accantonamenti del trattamento di fine rapporto, nonché la quota di trattamento di fine rapporto da destinare a previdenza complementare. 2. Destinatario dei fondi pensione di cui al comma 1 è il personale che liberamente aderisce ai fondi stessi.
TITOLO II DELLE FORZE DI POLIZIA
AD ORDINAMENTO MILITARE (ARMA DEI CARABINIERI E CORPO DELLA GUARDIA DI FINANZA)
Articolo 41 (Area di applicazione e durata) 1. Ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, il presente decreto si applica al personale dei ruoli dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della Guardia di finanza, con esclusione dei rispettivi dirigenti e del personale ausiliario di leva. 2. Il presente decreto concerne il periodo 1° gennaio 1998-31 dicembre 2001 per la parte normativa ed è valido dal 1° gennaio 1998 al 31 dicembre 1999 per la parte economica e relativi effetti. 3. Dopo un periodo di vacanza contrattuale pari a tre mesi dalla data di scadenza della parte economica del presente decreto, al personale di cui al comma 1 sarà corrisposto, a partire dal mese successivo, un elemento provvisorio della retribuzione pari al trenta per cento del tasso di inflazione programmato, applicato ai livelli retributivi tabellari vigenti, inclusa l'indennità integrativa speciale. Dopo ulteriori tre mesi di vacanza contrattuale, detto importo sarà pari al cinquanta per cento del tasso di inflazione programmato e cessa di essere erogato dalla decorrenza degli effetti economici previsti dal nuovo decreto del Presidente della Repubblica emanato ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto legislativo n. 195 del 1995. Articolo 42 - (Nuovi stipendi) 1. Gli stipendi stabiliti dall'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 10 maggio 1996, n. 359, sono incrementati, a regime, delle seguenti misure mensili lorde:
2. Gli aumenti di cui al comma 1 competono con decorrenza 1° agosto 1999. 3. Dal 1° ottobre 1998 al 31 luglio 1999 competono i seguenti aumenti stipendiali mensili lordi:
4. Gli aumenti di cui al comma 3 hanno effetto fino alla data del conseguimento di quello successivo. 5. I valori stipendiali tabellari annui lordi a regime, derivanti dall'applicazione dei precedenti commi, sono :
6. Gli importi stabiliti dal presente articolo assorbono l'elemento provvisorio della retribuzione previsto dall'articolo 10, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 10 maggio 1996, n. 359. Articolo 43 - (Effetti dei nuovi stipendi) 1. Le nuove misure degli stipendi risultanti dall'applicazione del presente decreto hanno effetto sulla tredicesima mensilità, sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e privilegiato, sulla indennità di buonuscita, sull'assegno alimentare previsto dall'articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, o da disposizioni analoghe, sull'equo indennizzo, sulle ritenute previdenziali ed assistenziali e relativi contributi , compresi la ritenuta in conto entrata INPDAP, o altre analoghe, ed i contributi di riscatto. 2. I benefici economici risultanti dall'applicazione del presente decreto, riguardante il biennio 1998-1999, sono corrisposti integralmente, alle scadenze e negli importi previsti dal medesimo provvedimento, al personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza del presente decreto. Agli effetti dell'indennità di buonuscita si considerano solo gli scaglionamenti maturati alla data di cessazione dal servizio. 3. Ai fini della corresponsione dei nuovi stipendi derivanti dall'applicazione del presente decreto si applica l'articolo 172 della legge 11 luglio 1980, n. 312. 4. Gli aumenti ed i valori stipendiali di cui all'articolo 2 hanno effetto sulla determinazione delle misure orarie del compenso per lavoro straordinario a decorrere dal 31 dicembre 1999. Articolo 44 - (Indennità pensionabile)1. Le misure dell'indennità di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1984, n. 69, e successive modificazioni ed integrazioni, sono rideterminate, a decorrere dalle date di seguito indicate nei seguenti nuovi importi mensili lordi:
a) dal 1 settembre 1998
b) dal 1 ottobre 1999
c) dal 31 dicembre 1999
2. Dal 1 settembre 1998 è soppresso il comma 4 dellarticolo 37 del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1995, n. 395. Articolo 45 - (Assegno funzionale) 1. Gli assegni funzionali pensionabili di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 1990, n. 147, nelle misure derivanti dall'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 10 maggio 1996, n. 359, sono fissati nei seguenti importi annui lordi, rispettivamente al compimento degli anni di servizio sotto indicati:
2. Per gli ufficiali provenienti dai ruoli inferiori, gli assegni funzionali pensionabili di cui all'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 10 maggio 1996, n. 359, sono fissati nei seguenti importi annui lordi, rispettivamente al compimento degli anni di servizio sotto indicati:
3. Per lattribuzione dellassegno funzionale al personale di cui ai commi 1 e 2, la valutazione dei requisiti prescritti è riferita al biennio precedente alla data di maturazione della prevista anzianità, escludendo dal computo gli anni compresi nel periodo suddetto in cui il personale abbia riportato una sanzione disciplinare più grave della consegna di rigore o un giudizio complessivo inferiore a nella media. Articolo 46 - (Trattamento di missione) 1. Il personale che, comandato in missione fuori dalla sede di servizio, utilizzi il mezzo aereo o il mezzo proprio senza la prevista autorizzazione, è rimborsato di una somma nel limite del costo del biglietto ferroviario per la classe consentita a tariffa duso. 2. Il trattamento economico di missione previsto dalla legge 18 dicembre 1973, n. 836 e successive modificazioni compete al personale chiamato a comparire, quale indagato o imputato per fatti inerenti al servizio, dinanzi ad organi della magistratura ordinaria, militare o contabile ovvero a presentarsi a Consigli o Commissioni di disciplina o di inchiesta, solo alla conclusione del procedimento ed esclusivamente allorché l'interessato sia stato prosciolto o assolto in via definitiva. 3. Al personale inviato in servizio fuori sede compete, limitatamente alla durata del viaggio, lindennità oraria di missione maggiorata di lire 2.500 per ogni ora, a condizione che il personale stesso sia impiegato oltre la durata del turno giornaliero. Tale maggiorazione non è cumulabile con il compenso per lavoro straordinario. La spesa derivante dallincremento deve essere contenuta dalle singole Amministrazioni negli ordinari stanziamenti di bilancio. 4. In caso di missioni di durata superiore a trenta giorni connesse con particolari attività di servizio di carattere operativo che coinvolgano più unità di personale, l'Amministrazione ove lo ritenga più conveniente e comunque con costi non superiori al rimborso medio delle spese di pernottamento degli eventuali fruitori, ha facoltà di locare, con oneri, compresi quelli per gestione e consumi, a carico dei relativi capitoli, appartamenti ammobiliati da reperire sul libero mercato da concedere al personale interessato in luogo della sistemazione alberghiera e con riduzione del trattamento di missione per fruizione di alloggio gratuito secondo le normative in vigore. Al predetto personale le spese per il vitto sono rimborsate secondo le disposizioni vigenti. 5. Nei casi di missione continuativa nella medesima località di durata superiore a sei giorni è consentito il rimborso delle spese per il pernottamento in residenza turistico - alberghiera, purché non risulti economicamente più oneroso rispetto al costo medio della categoria alberghiera consentita nella località stessa. 6. Al personale in trasferta che per ragioni di servizio comprovate allAmministrazione non possa consumare i pasti, ove ne maturi il diritto ai sensi della vigente normativa, compete un rimborso pari al 50% del limite vigente, ferma restando la misura del 40% della diaria di trasferta. 7. Al personale inviato in missione è anticipata, a richiesta dellinteressato, una somma pari allintero importo delle spese di viaggio e pernottamento, nel limite del costo medio della categoria consentita, nonché l85% delle presumibili spese di vitto. 8. La località di abituale dimora può essere considerata la sede di partenza e di rientro dalla missione, ove richiesto dal personale e non più oneroso per lAmministrazione. 9. LAmministrazione, in caso di frequenza di corsi può disporre lassegnazione in sistemazioni alloggiative militari che, comunque, devono essere adeguate e corrispondenti ai criteri per laccasermamento. 10. Restano ferme le altre disposizioni di cui allarticolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica n. 147 del 1990, allarticolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica n. 395 del 1995 ed allarticolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica n. 359 del 1996. Articolo 47 - (Aggregazione)1.
A decorrere dal 1 gennaio 1999 gli articoli 71, lettera b) e 72 lettera b) del
Regolamento di Amministrazione del Corpo della Guardia di finanza, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 20 marzo 1986, n. 189 che disciplinano listituto
dellaggregazione non si applicano nei confronti del personale in servizio permanente
o coniugato. Articolo 48 - (Trattamento economico di trasferimento) 1. Lamministrazione, ove non disponga di mezzi idonei ad effettuare il trasporto dei mobili e delle masserizie dei dipendenti trasferiti dufficio, previsto dallarticolo 19, comma 8, della legge 18 dicembre 1973, n. 836, provvede entro il 31 dicembre 1999 a stipulare convenzioni con trasportatori privati, anche oltre i limiti stabiliti dal comma 1 del medesimo articolo. 2. A decorrere dal 1° gennaio 1999 il personale trasferito dautorità, ove sussista lalloggio di servizio, ne abbia titolo in relazione allincarico ricoperto, ed abbia presentato domanda per ottenerlo, ove prevista, può richiedere, dietro presentazione di formale contratto di locazione o di fattura quietanzata, il rimborso del canone dellalloggio per un importo massimo di lire 1.500.000 mensili, fino allassegnazione dellalloggio di servizio e, comunque, per un periodo non superiore a tre mesi. In tali casi il trattamento economico previsto dalla legge 10 marzo 1987, n.100, è ridotto ai sensi dellarticolo 1, comma 3, della stessa legge. 3. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||