Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria - Regione Calabria

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SPECIALI

Speciale Sassari  

 

LETTERA APERTA
Alla Società, alla Stampa
 
POLIZIA PENITENZIARIA: da vittime a carnefici
DETENUTI: da colpevoli a innocenti
 
Quanto accaduto a Sassari sta sconvolgendo le coscienze della Società, ma anche e soprattutto sta delegittimando il Corpo di Polizia Penitenziaria: per come la vicenda viene  descritta  dai mass-media il Sindacato ritiene sia in atto un pericoloso stravolgimento dei ruoli e delle responsabilità dei protagonisti di Sassari.
Oggi, mentre è sempre più preoccupante il dilagare della criminalità sul territorio e la gestione della giustizia mostra tutti i suoi limiti, i buonisti di turno (o di ritorno) prendono le difese di chi ha sbagliato e colpevolizzano indiscriminatamente chi è addetto a garantire la sicurezza negli istituti penitenziari.
Il codice penale e l'ordinamento penitenziario contemplano e prevedono esplicitamente l'uso della forza da parte della Polizia per sedare rivolte o vincere resistenze passive (ricordate la rivolta dei produttori di latte, picchiati dagli agenti che reagivano ai getti di sterco? Dovevano andare in carcere anche quei poliziotti?). Se viene dato l'ordine di eseguire la traduzione di 30 detenuti (come a Sassari) che, però, oppongono resistenza, come si devono comportare gli agenti di Polizia Penitenziaria, che quell'ordine DEVONO eseguirlo?
Ci si dimentica troppo facilmente che in carcere ci sono persone che hanno sbagliato, condannate dalla Magistratura "in nome del popolo italiano", ci sono quasi 17.000 tossicodipendenti, circa 1.500 sieropositivi di cui 163 malati di AIDS, ci sono oltre 24.000 extra comunitari, e ci sono anche i killer di Falcone e Borsellino, pericolosi mafiosi e camorristi, stupratori di giovani donne, assassini di bambini, spacciatori di droga che seminano morte  tra la gioventù italiana, ladri violenti che terrorizzano la popolazione ed i commercianti, terroristi che hanno destabilizzato per anni la società italiana: chi è in carcere non è un "collegiale di Ossola", come ha detto anche il Ministro Piero Fassino !
I tossicodipendenti e gli extracomunitari, soprattutto, sono ormai ingestibili e vanno sistemati in altre strutture, o vanno gestiti con "polso duro". Per la sicurezza della società, non per divertimento della Polizia penitenziaria, e di fronte alle condizioni che si sono determinate dopo Sassari la pubblica opinione DEVE sapere che il Corpo non è in grado di gestirli!
L'altro giorno, a Benevento, tutti i detenuti hanno brindato e festeggiato l'arresto dell'ex Comandante di reparto del carcere: come farà, domani, l'agente di turno DA SOLO a controllare i 150 detenuti della sezione? Nessuno se ne cura, né la Società, né l'Amministrazione!
 Dopo Sassari, però, l'attenzione per i detenuti ha preso il sopravvento su ogni altro fatto che accade nel Paese, e non solo su chi non ha mai  avuto nemmeno un decimo di quella stessa attenzione: gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, che ogni giorno  24 ore su 24, vivono in carcere -come i reclusi- senza aver commesso alcun reato!
Perché, invece, tutto questo spazio sui mass -media a detenuti che vengono proposti come "povere vittime"?
Perché la stampa non ha dato la stessa rilevanza alle decine di aggressioni  subiti dagli Agenti in servizio in carcere?
Perché non si è mai parlato dei sequestri subiti dal personale di Polizia penitenziaria ( a Rebibbia, recentemente, per due ore un agente è stato legato ad un termosifone e gli è stato urinato addosso da un detenuto tossicodipendente!)?
Perché nessuno ricorda le decine di vittime del Corpo, poliziotti assassinati per avere servito il Paese?
Al punto in cui siamo non sono escluse le dimissioni in massa di tutti gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria: 43 mila donne e uomini stanchi di subire e di essere maltrattati dall'Amministrazione, dalla società e dalla stampa, che li definisce "secondini" o "guardie carcerarie"! Sono POLIZZIOTTI al servizio del Paese! Le carceri vengano affidate all'Esercito o alle Associazioni di volontariato, come Antigone: vada il presidente Anastasia a prelevare un pericoloso detenuto per tradurlo in altra sede!
Da stigmatizzare, infine, la procedura seguita dalla Magistratura, degna della peggiore giustizia - spettacolo  che ha esposto al pubblico ludibrio centinaia di poliziotti e le loro famiglie, traumatizzate da un blitz notturno degno di operazioni antimafia. Chi e perché ha permesso la pubblicazione della lista dei nomi del personale indagato (nome e cognome, luogo e data di nascita, sede di servizio), quasi come una COLONNA INFAME di manzoniana memoria? Perché non interviene il CSM? Perché non interviene il garante per la privacy?
In conclusione, il risultato - inaccettabile - è uno solo: da un episodio isolato, certamente da perseguire se vero, si è costruito un teorema che ha di fatto destabilizzato non solo il Corpo di polizia penitenziaria, ma anche tutto il sistema penitenziario italiano!!! E chi ne pagherà le conseguenze - per anni - sarà tutta la società e il sistema giudiziario e penitenziario italiano, certamente a scapito della sicurezza di tutti i cittadini!
Come SAPPE - Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria - l'organo che con oltre 13000 iscritti è il più rappresentativo della categoria - non ammettiamo il linciaggio degli appartenenti al Corpo, e ci rimettiamo allora al volere dei cittadini e sollecitiamo provocatoriamente un loro intervento:
 
VOLETE LIBERI I DETENUTI COLPEVOLI
E IN CARCERE GLI AGENTI DI POLIZIA PENITENZIARIA?
FATE VOBIS!!!
CHI E' SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA
 
Roma 5 maggio 2000
Ufficio Stampa Sappe
 
(p.s.: la lettera è volutamente listata a lutto……: il Corpo di Polizia Penitenziaria, senza "cure" dal 1990, E' MORTO!)

 

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