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FESTA
DEL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA - Cosenza 27 giugno 2000 - Alla presenza di Autorità religiose, civili e militari è stata festeggiata, ieri 27 giugno, presso la Casa Circondariale di Cosenza, la Festa della Polizia Penitenziaria, in occasione della ricorrenza di San Basilide – patrono del Corpo– . La Festa ha avuto inizio con la celebrazione della Santa Messa presieduta dal vicario dell’Arcivescovo della città dei Bruzi, il quale dopo aver illustrato la figura di S. Basilide, ha affermato il ruolo della Polizia Penitenziaria posta a garantire i diritti ed i doveri dei soggetti ristretti, nel rispetto della dignità. Al termine della funzione religiosa è stata data lettura dei messaggi inviati dal Presidente Gian Carlo Caselli, Direttore Generale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e dal Ministro della Giustizia, On. Piero Fassino, i quali hanno espresso il riconoscimento del valore e della responsabilità istituzionale dimostrata dalla Polizia Penitenziaria anche in situazioni difficili che in determinate circostanze hanno offuscato l’immagine del Corpo. In questo giorno è stata elogiata la competenza, la professionalità e la dedizione di un Corpo di Polizia che in situazioni di carenze strutturali ed organiche, dovute a distrazioni ed insensibilità di una politica carceraria inadeguata, svolge un lavoro duro, aspro ed, a volte, ingrato. Mai come quest’anno la Festa assume un significato particolare di un Corpo di Polizia dello Stato che professionalmente opera nella società e per la società, assolvendo i compiti istituzionali di garanzia dell’ordine e della sicurezza nel rispetto delle leggi. Positiva è l’attenzione dell’opinione pubblica in quanto si va diffondendo, finalmente, la consapevolezza del servizio svolto da circa 43.000 uomini e donne, preposti a garantire l’ordine, la disciplina e la sicurezza negli istituti penitenziari. Ruolo fondamentale è quello ricoperto dal Corpo di Polizia Penitenziaria in questo momento di aspettative circa gli atti di clemenza dell’amnistia e dell’indulto. A questi uomini e donne è affidato l’equilibrio degli istituti in fermentazione a causa di prese di posizione extramurarie. Il Direttore della Casa Circondariale di Cosenza ha riconosciuto il delicato e difficile compito che il Corpo di Polizia Penitenziaria è chiamato a svolgere, soprattutto in una Regione, come la Calabria, ove vivono ed operano organizzazioni criminali. Il Dirigente ha affermato << il Corpo di Polizia Penitenziaria è chiamato a garantire non solo la sicurezza, ossia l’ordine e la disciplina dell’istituto, ma è anche chiamato a progettare, incentivare e realizzare tutte le possibili attività scolastiche, d’istruzione professionale, lavorative, culturali, religiose, sportive e ricreative>>. Inoltre ha puntualizzato la carenza di organico che incide con effetti negativi sulla regolare fruizione dei diritti del personale. A tal proposito il S.A.P.Pe. – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria -, l’organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa della categoria, più volte ha rappresentato agli Organi Superiori, oltre l’insufficienza dell’organico di circa 100 unità, la gravità della situazione esistente nell’istituto penitenziario di Cosenza circa l’attuazione delle più elementari disposizioni normative in materia di lavoro. Infatti al personale che presta servizio presso la locale Casa Circondariale, da vario tempo, non è garantita la fruizione regolare di riposi settimanali e congedi. Ciò rende chiara la situazione di evidente stress psicofisico cui è sottoposto il personale della Polizia Penitenziaria, posto che lo stesso viene impiegato in turni giornalieri di otto ore, in sezioni detentive che ospitano circa 70 detenuti con una sola unità di Polizia Penitenziaria preposta alla custodia ed alla vigilanza. Da questo è facilmente deducibile che il personale effettua lavoro straordinario oltre i limiti previsti con la mancata retribuzione dello stesso. Ruggero Pastore - Salvatore Vita |