Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria - Regione Calabria

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SPECIALI

GIUGNO 2000: Festa del Corpo di Polizia Penitenziaria
 

LA  RICCHEZZA  DI  UMANITA’  E  I  VALORI  SONO  IL  PATRIMONIO  DELLA  POL.  PEN.

La festa della Polizia Penitenziaria, che quest’anno si celebra  il 22 giugno a Roma e che avrà un seguito il giorno 27 negli Istituti, assume un particolare significato alla luce degli eventi verificatisi recentemente e pone l’Amministrazione Penitenziaria e, in modo particolare, il Corpo al centro dell’attenzione nazionale.

La ricorrenza, che per la prima volta si festeggia nello stesso giorno presso tutti gli istituti, è quindi una grande occasione per far conoscere ai cittadini una realtà che è parte integrante della società. E’ l’occasione per stringere nuovamente i rapporti tra il mondo carcerario e la società che tende a dimenticarlo o a rimuoverlo.

La Polizia Penitenziaria è un’istituzione “aperta” che deve tutelare la sicurezza all’interno di una società libera. E’ un’istituzione moderna con compiti impegnativi affidati a operatori moralmente e professionalmente sempre più impegnati al servizio del Paese.

Il celebrarsi della festa è di fondamentale importanza per gli appartenenti al Corpo poiché viene festeggiata un’istituzione moderna, efficiente, professionale che opera, nella società e per la società, con spirito di servizio e con dedizione per la crescita civile e democratica del Paese.

Il patrimonio della Polizia Penitenziaria è rappresentato, infatti, dalla ricchezza di umanità e di valori che si esprimono, tramite coloro che ad essa appartengono, nell’impegno quotidiano a garantire l’ordine e la sicurezza negli istituti di pena e a svolgere con spirito di abnegazione i compiti istituzionali conferiti per legge.

La festa vuole essere, per certi versi, motivo di legittimazione e di riscatto di un Corpo di Polizia dello Stato che ingiustamente è stato calpestato e offeso nella sua dignità di istituzione che combatte, in prima fila al servizio dello Stato, la battaglia contro il crimine.

Al di là delle parole, il malessere emerge quotidianamente nonostante lo spirito di sacrificio e la più profonda dedizione di servitori dello Stato integerrimi e coraggiosi.

Il discorso allora torna all’adeguamento delle strutture, alle innovazioni, al potenziamento della professionalità che deve essere assolutamente adeguata all’importanza dei compiti cui si deve far fronte.

La Polizia Penitenziaria, oggi più che nel passato, è decisa a lottare perché siano garantiti i propri diritti di lavoratori.

Per il SAPPe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) questo è  il momento di una attenta riflessione sui problemi legati ai temi che determinano malessere tra il personale. La Polizia Penitenziaria reclama il riconoscimento di un lavoro fatto di sacrifici, rischi e rinunce.

Il tempo delle parole è finito; è tempo dunque di rimboccarsi le maniche. Basta con le risposte improvvisate sulle tante situazioni vissute in emergenza. Basta con promesse fatte e mai mantenute.

Il sistema penitenziario è composto di realtà in cui costantemente sono violate le più elementari disposizioni normative in materia di diritto del lavoro. Infatti in alcuni penitenziari, il personale non fruisce, nei tempi prestabiliti per legge, di riposi settimanali o di congedi, effettua un carico di lavoro straordinario che a volte supera le quaranta ore mensili e che viene poi retribuito dopo un anno.

Le condizioni di lavoro sono al limite della sostenibilità. E’ stato travalicato l’equilibrio, che è necessario assicurare, tra i diritti e i doveri, violando il diritto alla dignità della persona.

L’attuale realtà carceraria corrisponde a una mancata politica di ammodernamento, di adeguamento delle carceri alle nuove esigenze della detenzione.

In ogni caso il Corpo di Polizia Penitenziaria non verrà meno ai doveri per il quale ha giurato fedeltà al servizio delle istituzioni democratiche.

Per continuare a operare con tanto fervore è necessaria la solidarietà di tutte le forze politiche e delle Istituzioni per una lotta finalizzata a rendere il pianeta carcere più funzionale ed attento ai bisogni della società.

Il SAPPe, che da sempre è schierato in prima linea a favore dei diritti degli operatori penitenziari, ritiene importante, quindi, un impegno ancora maggiore da parte di tutti e soprattutto una operante solidarietà nei confronti di quanti, ogni giorno, sono “al fronte” a combattere perché sia garantita la legalità nelle carceri nel rispetto delle leggi.

 

 

                                                                       Ruggero Pastore