Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria - Regione Calabria

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SPECIALI

GIUGNO 2000: Festa del Corpo di Polizia Penitenziaria
 
  RASSEGNA STAMPA curata da Roberto Martinelli

CARCERI: FASSINO, UNA STRATEGIA CHE NON SIA DI EMERGENZA

 

(ANSA) - ROMA, 22 GIU – “La civiltà di un paese si misura anche dal grado di civiltà e dignità del suo sistema carcerario. Oggi siamo molto lontani da tale acquisizione. E serve una strategia, una risposta, che non sia solo di emergenza”. Lo ha detto il ministro della giustizia, Piero Fassino, intervenendo alla festa del Corpo della polizia penitenziaria alla presenza del capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, del presidente del Consiglio Giuliano Amato e delle più alte cariche dello Stato.

Basterebbe pensare - ha aggiunto Fassino - al grado di fatiscenza della stragrande maggioranza dei nostri istituti di pena, al sovrappopolamento, 53 mila detenuti per 40 mila posti branda; all'insufficienza, al carcere di Opera, tre educatori per 1.200 detenuti, del personale dedicato ad attività di recupero e reinserimento; alla gravosità quotidiana cui sono sottoposti gli agenti della polizia penitenziaria. Non sono mali recenti, ma discendono dall'accumularsi per decenni di carenze, distrazioni, insensibilità”. “Serve una strategia - ha continuato - una risposta che non sia solo di emergenza, perseguendo e tenendo insieme due obiettivi: un carcere che garantisca l'effettiva espiazione della pena, tanto più per quei reati avvertiti come pericolosi dai cittadini; e, al tempo stesso, offrire a chi ha errato l’opportunità di un percorso di reinserimento che consenta di riacquisire una vita normale”.

A questa strategia, il Governo sta lavorando muovendosi in più direzioni, ha spiegato Fassino: “in primo luogo realizzando una politica di circuiti differenziati, distinguendo tra reati che richiedono il carcere e altri comportamenti illeciti che possono essere puniti con forme non detentive di pena e di sanzione. E all’interno del sistema penitenziario, differenziando gli istituti di pena e la loro organizzazione per tipologia di detenuti e di reati. E’ una scelta già avviata che vogliamo consolidare, a partire dall’estendere il circuito dedicato ai tossicodipendenti a cui vanno offerte, sulla base di una scelta volontaria, opportunità terapeutiche”. Una politica questa che richiede un vero e proprio “piano regolatore dell’edilizia penitenziaria, “che ripensi il carcere, la sua organizzazione. Per questo - ha detto Fassino - abbiamo varato un pacchetto di 160 miliardi per la costruzione di tre nuove carceri ed opere di ristrutturazione. Stiamo poi operando per un adeguamento di organici: saranno assunti 1.200 educatori e 1.500 nuovi agenti di polizia penitenziaria”. Il ministro ha poi ricordato il decreto di riforma dell’amministrazione penitenziaria e il nuovo regolamento penitenziario, la legge sul lavoro in carcere come gli ultimi provvedimenti nel settore, ed ha annunciato riforme degli ospedali psichiatrici giudiziari sperimentazione di nuove modalità di organizzazione della sanità carceraria. (ANSA).

 

GIUSTIZIA: FASSINO, ANCORA LONTANI DA CIVILTÀ CARCERARIA

‘SERVE UNA RISPOSTA CHE NON SIA SOLO DI EMERGENZA’

 

Roma, 22 giu. - (Adnkronos) - La civiltà di un Paese “si misura anche dal grado di civiltà e di dignità del suo sistema carcerario e oggi siamo molto lontano da tale acquisizione”. Il richiamo è del ministro della Giustizia Piero Fassino, intervenuto a Roma alla festa della Polizia Penitenziaria. “Basterebbe pensare – ha citato ad esempio il ministro - al grado di fatiscenza della stragrande maggioranza dei nostri istituti di pena, al sovrappopolamento - 53 mila detenuti per 40 mila posti branda - che caratterizza tutte le nostre carceri, all’insufficienza - al carcere di Opera 3 educatori per 1.200 detenuti - del personale dedicato ad attività di recupero e di reinserimento, alla gravosità quotidiana cui sono sottoposti gli agenti di polizia penitenziari, alla scarsità di risorse a disposizione degli istituti minorili, al degrado degli ospedali psichiatrici giudiziari”.

Per Fassino, questi “non sono mali recenti, ma discendono dall’accumularsi per decenni, di carenze, distrazioni, insensibilità”. Ecco perché, a giudizio di Fassino, “serve una strategia, una risposta che non sia solo di emergenza, perseguendo e tenendo insieme due obiettivi: un carcere che garantisca l’effettiva espiazione della pena, tanto più per quei reati avvertiti come pericolosi dai cittadini e, al tempo stesso - come prescrive la Costituzione- offrire a chi ha errato l’opportunità di un percorso di reinserimento che consenta, al termine della pena, di riacquisire una vita normale”.

A questa strategia di risposta, il governo “sta lavorando muovendosi in più direzioni. In primo luogo - ha spiegato Fassino - realizzando una politica di circuiti differenziati, distinguendo tra reati che richiedono il carcere e altri comportamenti illeciti che possono essere puniti con forme non detentive di pena e di sanzione e, all'interno del sistema penitenziario, differenziando gli istituti di pena e la loro organizzazione per tipologia di detenuti e di reati. E' una scleta già avviata, che vogliamo consolidare a partire dall'estendere il circuito dedicato ai tossicodipendenti a cui vanno offerte, sulla base di una scelta volontaria, opportunità terapeutiche”.

Fassino ha fatto poi riferimento alla necessità di “un vero e proprio piano regolatore dell’edilizia penitenziaria che non solo ponga rimedio alle più evidenti condizioni di fatiscenza ma ripensi il carcere, la sua organizzazione, il suo rapporto con il territorio e con ciò che sta intorno e fuori. Per questo abbiamo varato un pacchetto di 160 miliardi per la costruzione di tre nuove carceri e interventi edilizi, di ristrutturazione e molti altri”. Quanto all'adeguamento degli organici, Fassino ha ricordato l’avvio delle procedure per assumere 1.200 educatori e 1.500 nuovi agenti di polizia penitenziaria.

 (Mac/Gs/Adnkronos)

22-GIU-00 12:45

 

CARCERI: FASSINO, “STRATEGIA, NON RISPOSTE D’EMERGENZA”

 

(AGI) - Roma, 22 giu. – “La civiltà di un Paese si misura anche dal grado di civiltà e dignità del suo sistema carcerario. E oggi siamo molto lontani da tale acquisizione”. E' il ministro della Giustizia, Piero Fassino, ad affermarlo intervenendo alla Festa della Polizia penitenziaria.

Secondo il titolare del Dicastero di via Arenula “serve una ‘strategia’, una risposta che non sia solo di emergenza, perseguendo e tenendo insieme due obiettivi: un carcere che garantisca l’effettiva espiazione della pena, tanto più per quei reati avvertiti come pericolosi dai cittadini”, ma, al tempo stesso, “come prescrive la Costituzione, offrire a chi ha errato l’opportunità di un percorso di reinserimento che consenta, al termine della pena, di riacquisire una vita normale”. Ed è quello, a cui ha ricordato il ministro, sta lavorando il governo, realizzando anche una politica di circuiti differenziati.

Fassino ha ricordato il sovrappopolamento delle carceri italiane dove sono richiusi 53 mila detenuti per 40 mila posti branda. Ha sottolineato che la situazione “critica” è resa più grave dal modificarsi della popolazione carceraria. Il 30% dei detenuti è costituito da cittadini extracomunitari. Il 25% è costituito da detenuti per reati connessi alla tossicodipendenza.

Sono dati che “richiamano grandi questioni sociali – ha detto Fassino - che non possono certo trovare risoluzione nella dimensione carceraria, perché il carcere punisce dei reati, non sostituisce lo Stato sociale”.

 Mao/Aug

221231 GIU 00

 

CARCERI: FASSINO, NON CHIAMATELI PIÙ SECONDINI

 

(ANSA) - ROMA, 22 GIU - Usare i termini “secondini” o “guardie carcerarie” significa “fare una cattiva informazione e non si rende un servizio utile ai cittadini”. E' quanto ha detto il ministro della giustizia Piero Fassino, nel corso del suo intervento alla festa della polizia penitenziaria, rivolgendosi ai giornalisti.

“Il termine ‘secondini’ si perde ormai nella storia - ha sottolineato Fassino - le guardie e gli agenti di custodia non esistono più dal 1990 quando con la riforma è stato istituito il Corpo di polizia penitenziaria. E' una questione di giustizia per il Corpo che dopo anni di lotte per arrivare ad una smilitarizzazione, adesso non deve vedersi negato il ruolo e il nome legittimo conferitogli dalla legge”.

E in un altro passo del suo intervento il guardasigilli, riferendosi ai fatti di Sassari, ha sottolineato che “tali dolorose vicende hanno richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica e dei media sul carcere. Per tutti noi, ma in primo luogo per le donne e gli uomini del corpo sono state giornate difficili nel corso delle quali si sono letti ed ascoltati giudizi superficiali, valutazioni affrettate, apprezzamenti ingenerosi”. (ANSA).

 

POL. PENITENZIARIA: FASSINO A GIORNALISTI, NON CHIAMATELI SECONDINI

 

Roma, 22 giu. - (Adnkronos) - Usare i termini ‘secondini’ e ‘guardie carcerarie’ per parlare degli operatori del Corpo della polizia penitenziaria “Significa fare una cattiva informazione e non si rende un servizio utile ai cittadini”. E' l'appello rivolto dal ministro della Giustizia Piero Fassino ai giornalisti intervenuti alla celebrazione della Festa della polizia penitenziaria. “Il termine ‘secondini’ –ha  aggiunto Fassino - si perde ormai nella storia. Le guardie e gli agenti di custodia non esistono più dal 1990 quando con la riforma è stato istituito il Corpo di polizia penitenziaria. E' una questione di giustizia per il Corpo che, dopo anni di lotte per arrivare ad una smilitarizzazione, adesso non deve vedersi negato il ruolo e il nome legittimo conferitogli dalla legge”.

Nel proprio intervento alla Festa della polizia penitenziaria, Fassino ha fatto riferimento alle “Ben note e dolorose vicende di Sassari” che “Hanno richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica e dei media sul carcere. Per tutti noi, ma in primo luogo per le donne e gli uomini del Corpo, sono state giornate difficili, nel corso delle quali si sono letti e ascoltati giudizi superficiali, valutazioni affrettate, apprezzamenti ingenerosi''. Anche per questo Fassino ha manifestato ''Il pieno apprezzamento del governo e dello Stato per l'opera preziosa, difficile, ingrata a cui attendono con dedizione e impegno i 43 mila appartenenti al Corpo della polizia penitenziaria, garantendo cosi' la sicurezza dei cittadini e di tutti noi''.

      (Mac/Gs/Adnkronos)

22-GIU-00 12:43

 

CARCERI:FASSINO A CRONISTI,NON CHIAMATE PIÙ SECONDINI GLI AGENTI

 

(AGI) - Roma, 22 giu. - Ai giornalisti presenti alla Festa della Polizia penitenziaria si e' anche rivolto il Ministro della Giustizia Fassino. Ai cronisti ha detto, parlando degli agenti di Polizia penitenziaria, non chiamateli più "secondini"; "usare i termini 'secondini', 'guardie carcerarie', significa - ha precisamente detto il titolare del dicastero di Via Arenula - dare una cattiva informazione e non si rende un servizio utile ai cittadini".

Il termine 'secondini', ha ricordato Fassino, si perde infatti ormai nella storia. "Le guardie e gli agenti di custodia non esistono più dal 1990 quando, con la riforma e' stato istituito il Corpo di Polizia penitenziaria. E' una questione di giustizia per il Corpo che, dopo anni di lotte per arrivare ad una smilitarizzazione, adesso non deve vedersi negato il titolo e il nome legittimo conferitogli dalla legge".

Ai media, Fassino si e' comunque indirettamente riferito anche ricordando gli episodi di Sassari. "Le ben note e dolorose vicende di Sassari - ha detto il Ministro - hanno richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica e dei media sul carcere. Per tutti noi, ma in primo luogo per le donne e gli uomini del Corpo sono state giornate difficili, nel corso delle quali si sono letti e ascoltati giudizi superficiali, valutazioni affrettate, apprezzamenti ingenerosi".

Ma il Ministro ha anche sottolineato che in queste settimane "vi e' stata molta attenzione dell'opinione pubblica, dei media e della classe politica sul pianeta carcere ed e' certamente positivo che ciò accada". Perché del carcere in genere non si parla volentieri e "diciamo pure - ha detto Fassino - che tende ad essere rimosso e dimenticato". (AGI)

 Mao/Sca

221256 GIU 00

 

221255 GIU 00

AMNISTIA: CASELLI, PARTIRE DAL SOVRAFFOLLAMENTO

 

(ANSA) - ROMA, 22 GIU - Le decisioni sull'amnistia ''sono di competenza esclusivamente politica''; e' certo pero' che ''bisogna partire, e ragionare, sul dato drammatico del sovraffollamento nelle carceri italiane''.

Il direttore del Dap, Giancarlo Caselli, al termine della festa del corpo della polizia penitenziaria, risponde cosi' ai giornalisti che gli chiedono una sua opinione su un provvedimento di amnistia.

''Sono il direttore del Dap - ha sottolineato Caselli - e non ho ruolo per esprimermi, visto che le decisioni sull'amnistia sono di competenza esclusivamente politica. Certo e' un dato drammatico il sovraffollamento nelle carceri, 15 mila in più rispetto ai posti disponibili. E' un dato drammatico dal quale bisogna partire e su cui ragionare''.

Caselli poi, parlando degli agenti della polizia penitenziaria, ha sottolineato che ''secondo un calcolo fatto in maniera scientifica, il lavoro di un'ora di un agente della polizia penitenziaria vale quattro o cinque volte il lavoro di un altro operatore nel campo dell’ordine pubblico. E' la dimostrazione migliore di quanta fatica e sacrificio ci sia dietro il lavoro degli agenti penitenziari, che svolgono un servizio di primaria importanza per tutta la società civile italiana''.  (ANSA).

 

MAFIA: LUMIA, 41 BIS ARMA PER SCONFIGGERE MAFIA

 

 (ANSA) - ROMA, 22 GIU - Bisogna porre la massima attenzione al 41 bis, ''uno dei punti di forza perché lo Stato possa sconfiggere la mafia, e non e' un caso che post-mafiosi stiano cercando di sottrarsi al carcere duro''.

E' quanto ha detto il presidente della commissione Antimafia, Giuseppe Lumia, al termine della festa del corpo della polizia penitenziaria.

''Isolare i detenuti di mafia - ha affermato Lumia -, evitare che possano comunicare fra di loro, avere contatti con l'esterno, insomma continuare a fare i boss. Questo e' l'obiettivo del 41 bis, che deve continuare ad essere applicato. Ecco perché esponenti di spicco delle mafie tentano di sottrarsi al 41 bis, con dichiarazioni tattiche e opportunistiche sulla dissociazione''.

Per quanto riguarda, invece, le proposte di amnistia, il presidente dell’Antimafia ha osservato che ''bisogna essere molto cauti in proposito. E', invece, assolutamente da perseguire la creazione di strutture differenziate nelle carceri''.  (ANSA).

 

AMNISTIA: CASELLI, E' DECISIONE POLITICA, MA SOVRAFFOLLAMENTO..

 

(AGI) - Roma, 22 giu. - "Non ho ruolo per esprimermi. Queste sono competenze squisitamente politiche ed io, che sono il Direttore del Dap, sono invece un amministratore". Giancarlo Caselli, Direttore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, cosi' risponde ai cronisti, a margine della festa della polizia penitenziaria, sui possibili provvedimenti di amnistia di cui in questi giorni si parla. Caselli, pero', sottolinea che il sovraffollamento carcerario, dovuto ai 15mila detenuti in più rispetto ai posti, costituisce "un dato drammatico", dal quale "bisogna partire" e su cui ragionare.

Sul ruolo degli agenti di Polizia penitenziaria Caselli dice: "Svolgono un servizio di primaria importanza". Caselli ricorda poi che uno studioso del settore ha affermato come un'ora di lavoro della Polizia penitenziaria equivalga a tre - quattro ore di un qualunque altro operatore nel campo dell'ordine pubblico. Si tratta di "un calcolo scientifico che dice - ha sottolineato ancora Caselli - quanta fatica costi questo impiego". (AGI)

 Mao/Sma/Sca

221322 GIU 00

 

AMNISTIA: CASELLI, DECIDONO POLITICI MA C'E' SOVRAFFOLLAMENTO DETENUTI

 

CIAMPI ED AMATO A FESTA POLIZIA PENITENZIARIA

 

Roma, 22 giu. - (Adnkronos) - ''Queste sono competenze esclusivamente politiche e io non ho ruolo per esprimermi''. Il direttore del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Giancarlo Caselli preferisce non esprimersi in merito ai progetti relativi ad una possibile amnistia, ma sottolinea ''il dato drammatico del sovraffollamento carcerario, 15 mila presenze in più rispetto ai posti. Da questo dato bisogna partire - osserva a margine della celebrazione della Festa della polizia penitenziaria- e intorno ad esso bisogna ragionare. Nella carceri italiane ci sono detenuti effettivamente pericolosi, ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di 'poveracci' bisogna chiedersi se per questi il carcere sia l'unica soluzione, l'extrema ratio''.

Caselli spende anche un elogio per l'opera quotidiana degli appartenenti alla polizia penitenziaria: ''E' stato calcolato che un'ora di lavoro della polizia penitenziaria vale 3 - 4 ore di lavoro di qualunque operatore nel campo dell'ordine pubblico. Un calcolo che fa capire quanto fatica, quanto sacrificio richiedano certi servizi di primaria importanza''. Alla celebrazione della Festa della polizia penitenziaria hanno preso parte il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il presidente del Consiglio Giuliano Amato. Presenti anche i vicepresidenti del Senato Domenico Fisichella ed Ersilia Salvato, il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi, i ministri Piero Fassino ed Enzo Bianco, il procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna, il capo della polizia Gianni De Gennaro, il direttore della Dia Carlo Alfiero, il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri gen. Sergio Siracusa, il comandante generale della Guardia di Finanza gen. Rolando Mosca Moschini, l'ordinario militare per l'Italia mons. Giuseppe Mani e il presidente della Roma Franco Sensi.

      (Mac/Idb/Adnkronos)

22-GIU-00 13:28

 

MAFIA: LUMIA, 41 BIS E' PUNTO DI FORZA

 

(AGI) - Roma, 22 giu. - E' necessario "che ci sia la massima attenzione al 41 bis che e' uno dei punti di forza perché lo Stato possa sconfiggere le mafie". Il Presidente della Commissione antimafia, Giuseppe Lumia, lo dice ai cronisti a margine della Festa della Polizia penitenziaria. Proprio mentre si parla di provvedimenti di amnistia, Lumia richiama l'attenzione sull'importanza di isolare i detenuti di mafia e di evitare che possano avere contatti esterni "per stabilire chi uccidere, per decidere chi deve pagare il racket o ancora per stabilire quale dirigente della mafia far salire nella scala gerarchica". Ecco perché i boss, aggiunge poi Lumia, pensano di sottrarsi al regime del 'carcere duro' "tentando delle dichiarazioni tattiche e opportunistiche sulla dissociazione".

A chi gli chiede di esprimere un parere sui possibili provvedimenti di amnistia, Lumia invece replica: "Bisogna andarci molto cauti". (AGI)

 Mao/Sca

221331 GIU 00

 

MAFIA: LUMIA, FARE ATTENZIONE AL 41 BIS

'AMNISTIA? BISOGNA ANDARCI MOLTO CAUTI'

 

Roma, 22 giu. - (Adnkronos) - Amnistia? ''Bisogna andarci molto cauti'', sottolinea il presidente della commissione Antimafia Giuseppe Lumia, che vede invece di buon occhio lo sviluppo di “strutture differenziate, dall'affidamento sociale, al lavoro sociale dei detenuti” e raccomanda ''attenzione massima al 41 bis, uno dei punti di forza per sconfiggere la mafia''. A margine della celebrazione della Festa della polizia penitenziaria, Lumia manifesta la necessità di ''isolare i detenuti di mafia, evitare che possano avere dei contatti esterni per stabilire chi si deve uccidere, per decidere chi deve pagare il racket, quale appalto controllare, quale dirigente della mafia far salire nella scala gerarchica. Ecco perché - ha concluso- i boss tentano di sottrarsi al 41 bis, facendo dichiarazioni tattiche e opportunistiche sulla dissociazione''.

      (Mac/Idb/Adnkronos)

22-GIU-00 13:49

 

AMNISTIA: CASELLI, TENERE CONTO DEI 15MILA ESUBERI NELLE CARCERI

Roma, 22 giu. - (Adnkronos) - ''Tra le tante cose da tenere presenti nella valutazione di un eventuale provvedimento di amnistia, c’è il sovraffollamento delle carceri, che contano 15 mila presenze in più con conseguenti tensioni e problemi''. Lo ha detto il direttore dell'amministrazione penitenziaria, Giancarlo Caselli, a margine del convegno organizzato dai Ds per la presentazione della relazione sulle stragi. Specificando di non avere titoli ''per parlare di un argomento che è di carattere politico'', Caselli ha comunque ribadito che sarebbe utile ''considerare oggi la situazione delle carceri italiane nella valutazione dei problemi collegati all'amnistia ed in riferimento alle varie ipotesi di intervento''.

      (Gdd/Idb/Adnkronos)

22-GIU-00 14:51