Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria - Regione Calabria

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SPECIALI

GIUGNO 2000: Festa del Corpo di Polizia Penitenziaria
 
  RASSEGNA STAMPA CALABRESE
 
Articoli tratti dalla Gazzetta del Sud del 28.6.00

EDIZIONE DI COSENZA

La festa del Corpo celebrata tra le denunce e le polemiche
Polizia penitenziaria, organico insufficiente


Una goccia nell'oceano. Ma è comunque un'iniziativa per cercare di rendere meno angosciante la vita degli agenti di Polizia penitenziaria. La notizia arriva da Roma proprio nel giorno di San Basilide, il patrono del Corpo. Dunque, due emendamenti firmati da Paolo Palma del Ppi e da Elvio Ruffino dei Ds sono stati presentati dalla maggioranza alla Camera al provvedimento sulle code contrattuali delle forze di polizia. Le proposte potrebbero portare all'assunzione di oltre 2000 nuove unità (1300-1500 effettivi e 800 ausiliari di leva). Sì, la carenza d'organico è un problema serio. Ed è emerso anche ieri durante la festa del Corpo celebrata nell'istituto di pena di via Popilia, alla presenza dell'arcivescovo Giuseppe Agostino. Troppo pochi i rinforzi annunciati perchè sono oltre 200 le case circondariali di tutto il Paese che hanno bisogno di uomini. A Cosenza, ad esempio, da due anni a questa parte sono venute meno una cinquantina d'unità, per pensionamenti o trasferimenti, a fronte dei quali non si è provveduto alle indispensabili sostituzioni. Una questione affrontata, pure, dal Sappe, l'organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa della categoria. Dice il segretario regionale, Damiano Bellucci. «Più volte abbiamo rappresentato agli organi superiori, oltre all'insufficienza d'organico di circa cento unità, la gravità della situazione esistente nell'istituto di Cosenza circa l'attuazione delle più elementari disposizioni normative in materia di lavoro. da vario tempo, al personale della Polizia penitenziaria non è garantita la fruizione regolare di riposi settimanali e congedi. Ciò finisce per generare uno stato di stress psicofisico. Una sola unità viene impiegata in turni giornalieri di otto ore, in sezioni detentive che ospitano circa settanta detenuti». Altra presa di posizione: è quella di Francesco Porcella, segretario calabrese del Sialpe. «La Polizia penitenziaria non è più disposta a subire passivamente. Vogliamo essere attivi. Il Corpo è rimasto fermo a vent'anni fa, ma i detenuti sono aumentati. La Polizia penitenziaria si trova ad operare in condizioni di sicurezza a dir poco precarie, associate ad un clima di tensione molto alta, viste anche le continue ed indirette minacce dei detenuti celate da preoccupanti messaggi». Oggi, intanto, ad Acri, illustri relatori si confronteranno su: «Carcere e società civile, nuovi orizzonti della pena». All'invito della locale amministrazione civica interverranno il dirigente dell'ufficio di sorveglianaza di Cosenza, Alberto Liguori, il consigliere regionale Gino Trematerra, il magistrato Flaminio Monteleone, il direttore della casa circondariale di Paola, Maria carmela Longo, il direttore della Cssa di Cosenza, Emilio Molinari, il dirigente della Mobile, Stefano Dodaro, ed il tenente del Norm dei carabinieri, Andrea Misso.

 

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EDIZIONE DI COSENZA

Rossano / Oggi la festa della Polizia penitenziaria

ROSSANO – Si terrà questa mattina, per la prima volta, nel nuovo complesso penitenziario di Rossano, la festa annuale del Corpo di polizia penitenziaria. La manifestazione prevede alle 9 la celebrazione della S. Messa da parte dell'Arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Andrea Cassone. Vi prenderanno parte il sindaco Giuseppe Caputo; il direttore del carcere, Fedele Rizzo; il responsabile tecnico, Antonio Tridico; il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Antimo Pacifico; il comandante del reparto della Polizia penitenziaria, Giuseppe Barba. È la prima cerimonia ufficiale che si svolge nel nuovo complesso penitenziario di Rossano, entrato parzialmente in funzione da pochi mesi (dovrebbe operare a regime nel prossimo autunno). La struttura accoglie molti detenuti, e vi prestano servizio diversi agenti, compresi quelli che dal vecchio carcere di Rossano erano stati trasferiti a Castrovillari. Il nuovo Istituto realizzato secondo i più moderni criteri per garantire la sicurezza e il comfort consta di un reparto di reclusione dove vengono ospitati i detenuti già giudicati e di un reparto circondariale (che sarà presto attivato) dove saranno reclusi coloro i quali sono in attesa di giudizio o devono scontare lievi pene. Funzionali e confortevoli anche le strutture che ospitano gli uffici amministrativi, e gli altri servizi per i detenuti (scuole, laboratori di produzione, campo sportivo, camere con radio e televisione, sala polivalente) e per il personale (campo di calcio, palestre ecc.). (b.l.)

 

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Catanzaro

Festeggiato l'annuale della fondazione del Corpo
Polizia penitenziaria i rischi di ogni giorno


Si è tenuta nel carcere di Siano la festa della polizia penitenziaria, organizzata dalla direzione della casa circondariale del capoluogo. Per l'occasione, il cappellano padre Vincenzo Santalucia, ha celebrato una santa messa, in onore di San Basilide, patrono del Corpo di polizia penitenziaria, e commemorativa del personale caduto nell'adempimento del proprio dovere. Nel corso della cerimonia è fatto un excursus storico sul Corpo della polizia penitenziaria, ricordando particolari momenti che hanno caratterizzato e segnato lo sviluppo storico. Subito dopo i cenni storici sono stati letti i messaggi che sono stati inviati dal Ministro della Giustizia, Bianco, e dal direttore generale. Il saluto iniziale è stato fatto dal rappresentante del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria della Calabria, dott. Rosario Tortorella che, in particolare, ha sottolineato l'autorevole presenza ed i delicati e difficili compiti che il corpo di polizia penitenziaria è chiamato a svolgere negli istituti penitenziari. «Compiti di enorme responsabilità», ha dichiarato Tortorella, «nei confronti dell'intera società civile alla quale il carcere deve, con tutte le sue forze, tentare di restituire uomini migliori. Ma anche compiti non privi di rischi e di difficoltà, soprattutto in una regione dove, purtroppo, dentro ed intorno al carcere, come alle altre istituzioni dello Stato, si muovono organizzazioni criminali, capaci di colpire, non senza ferocia, coloro che rappresentano lo Stato e le sue istituzioni. È necessario che la comunità sociale - ha continuato il rappresentante regionale - assuma le proprie responsabilità e concorra perciò con gli operatori penitenziari al persegiumento degli obiettivi istituzionali per i quali il penitenziario esiste». Tortorella ha illustrato, inoltre, tutta una serie di progetti che il provveditorato dell'amministrazione penitenziaria della regione ha fortemente voluto. Come per esempio, il progetto per la realizzazione di una scuola di formazione penitenziaria ed aggiornamento per il Corpo nel capoluogo. Oppure la realizzazione del primo centro diagnostico e terapeutico moderno e funzionale della regione, necessario per una sempre più efficace tutela della salute del cittadino detenuto, che sarà operativo nella casa circondariale della città. Altro intervento è stato effettuato dal rappresentante del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, il dirigente generale Giuseppe Suraci. A concludere la manifestazione è stato il conferimento delle ricompense al personale di polizia penitenziaria della casa circondariale.

 

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EDIZIONE DI VIBO

Alla presenza di autorità civili e militari esaltato il ruolo degli agenti di custodia
Celebrato l'Annuale della Polizia penitenziaria


Nella Casa circondariale di contrada “Cocari” si è celebrato, nella mattinata di ieri, l'Annuale del Corpo di polizia penitenziaria. Alla presenza di autorità civili e militari, la cerimonia si è snodata seguendo un rituale semplice, ma significativo, che ha preso il via con la santa messa officiata dal vescovo, mons. Domenico Tarcisio Cortese. Questi nella sua omelia ha sottolineato la delicatezza del ruolo svolto dagli agenti di custodia, che nel loro impegno quotidiano, devono dare risposte concrete ai problemi posti da una popolazione carceraria sempre più difficile da accontentare. Le tematiche soltanto sfiorate dal vescovo hanno trovato un più naturale e completo sviluppo nell'intervento del direttore dell'istituto di pena, Pasquale Leuzzi. Questi ha delineato un quadro chiaro delle mansioni che vengono svolte dalla polizia carceraria. Si è soffermato, in particolare, su tutti gli aspetti che caratterizzano un lavoro difficile e delicato che non si esaurisce in una sterile azione di controllo e repressione di eventuali turbative interne, ma dispiega i suoi effetti anche a livello delle iniziative promosse per il recupero dei detenuti. Basti pensare «che la tutela e la difesa della libertà dei cittadini - ha sostenuto Leuzzi - passa attraverso l'emarginazione dal contesto civile di quelle persone che, trasgredendo la legge, si pongono in posizione conflittuale con lo Stato e, quindi, con tutti i liberi cittadini». Non sempre, purtroppo, l'impegno profuso dagli uomini e dalle donne della polizia penitenziaria trova gli opportuni riconoscimenti. La loro poca “visibilità”, tuttavia, non costituisce motivo di sconforto o di emarginazione. «Il nostro corpo di polizia – ha affermato il direttore della Casa circondariale – ha radici e storia antiche che sono sicura testimonianza del suo impegno per la difesa dei valori fondamentali della civiltà, della sicurezza e del progresso ai quali il popolo italiano si è sempre ispirato». Negli ultimi tempi, comunque, l'attività governativa non ha trascurato i problemi della polizia penitenziaria e la recente legislazione, unitamente alle norme che concernono l'assetto dell'amministrazione carceraria, «contribuirà – ha chiarito Leuzzi – a sviluppare un'azione ancora più incisiva del Corpo nel tessuto sociale per il perseguimento dei fini istituzionali del contrasto alla criminalità organizzata». Proprio in questo settore il discorso si presenta delicato e meritevole d'attenzione. Basterebbe pensare al radicamento del fenomeno malavitoso nel territorio calabrese «per capire – ha asserito ancora Leuzzi – quanto sia difficile gestire e contenere all'interno delle carceri detenuti intrisi di subcultura mafiosa e poco inclini a qualsiasi proposta di riconciliazione con la società civile e con le sue leggi». Il direttore dell'Istituto di pena ha, tra l'altro, sottolineato la necessità di non indietreggiare di fronte all'arroganza mafiosa «che cerca di conquistarsi un suo spazio anche all'interno delle carceri» incontrando, però, un limite invalicabile nel rispetto delle leggi dello Stato. Alla manifestazione era presente anche il sindaco Alfredo D'Agostino, che ha rivolto agli agenti di custodia ed ai loro superiori il saluto della città.

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EDIZIONE DI CROTONE

Celebrato l'anniversario della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria
Cerimonia nella Casa circondariale


Con una cerimonia svoltasi nella Casa circondariale di Passovecchio è stato celebrato ieri mattina l'anniversario della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria. Alla celebrazione hanno preso parte le autorità civili, miliari e religiose del capoluogo, accolte dalla vicedirettrice dell'istituto di pena dottoressa Teresa Mazzotta e dal comandante degli agenti di Polizia penitenziaria ispettore Pasquale Rizzuto. Ha preso parte alla commemorazione il provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria dott. Antimo Pacifico. Dopo la celebrazione della Santa Messa la vicedirettrice dott. Teresa Mazzotta ha dato lettura del messaggio inviato dal Ministro della giustizia al Corpo di Polizia penitenziaria. Il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria dott. Antonio Pacifico è intervenuto per ricordare il ruolo impegnativo della Polizia penitenziaria nella complessa realtà delle carceri. Sono stati poi letti i messaggi delle vigiliatrici e degli agenti. Alla cerimonia hanno preso parte il procuratore della Repubblica Franco Tricoli, il viceprefetto vicario Franceso Cupido, l'assessore provinciale Domenico Sirianni, l'assesore Antonio Marullo nella doppia veste di amministratore comunale ed ortopedico della Casa circondariale, il medico della Casa circondariale Giuseppe Varrina.

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Dalla Gazzetta del Sud del 29.6.2000

La festa del Corpo della C.C. di Rossano
 
EDIZIONE DI COSENZA

Rossano / La Polizia penitenziaria ha celebrato il suo patrono
Festa nel nuovo carcere
I problemi dei reclusi al centro degli interventi

Benigno Lepera

ROSSANO – Con la solenne cerimonia dedicata alla festa del corpo di Polizia penitenziaria si è ufficializzata l'apertura del nuovo complesso penitenziario di Rossano. Una manifestazione, è stato sottolineato dagli interventi delle autorità, che ha avuto il suo svolgimento in un momento delicato per l'amministrazione penitenziaria coinvolta in polemiche aspre dopo le note vicende che hanno interessato il carcere di Sassari e che hanno determinato le proteste dei detenuti in diversi carceri d'Italia. Proteste che non hanno riguardato il nuovo complesso penitenziario di Rossano (ospita 59 detenuti), una struttura moderna e funzionale che dispone di tutti i requisiti necessari per assicurare ai detenuti e al personale in servizio il massimo comfort e il pieno recupero per un inserimento attivo nella società. Una festa, quindi, che ha messo in evidenza il ruolo importante e determinante svolto dagli agenti di Polizia penitenziaria nel settore delicato della giustizia che le polemiche di questi giorni non possono assolutamente scalfire o mettere in discussione. Concetti forti ribaditi dagli interventi delle autorità e dai messaggi fatti pervenire dal ministro della Giustizia, Piero Fassino e dal capo del dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, Gian Carlo Caselli. Alla celebrazione, culminata con la messa solenne officiata dall'arcivescovo di Rossano-Cariati mons. Andrea Cassone (con l'ausilio di padre Emilio Marra, cappellano e del parroco e viceparroco don Antonio De Simone e don Gaetano Federico) vi hanno partecipato le massime autorità civili e militari della città, oltre ai responsabili locali e regionali dell'amministrazione penitenziaria. Erano presenti il sindaco di Rossano, Giuseppe Caputo; l'assessore, Giuseppe Antoniotti; il presidente del Tribunale di Rossano, Franco Pasquariello; il procuratore della Repubblica, Dario Granieri; il vicequestore, dirigente del commissariato di Rossano, Anna Paniccia; il comandante del coordinamento distrettuale del Corpo forestale di Rossano, Giuseppe Graziano; il capitano dei carabinieri, Vincenzo Tedeschi; il tenente dei baschi verdi, Pier Luca Cassano; il comandante della Polizia municipale di Rossano, Mario Zumpano. Per l'amministrazione penitenziaria erano presenti il provveditore Regionale, Antimo Pacifico; il direttore dell'istituto di Rossano, Fedele Rizzo; il responsabile tecnico, Antonio Tridico. Il corpo della Polizia penitenziaria era rappresentato dal comandante del reparto, ispettore capo, Giuseppe Barba. «Un compito difficile in cui bisogna far intervenire giustizia e comprensione» è stato definito da mons. Cassone quello degli agenti per i quali è stata chiesta la protezione del patrono del corpo, il martire S. Basilide. Stessi apprezzamenti sono pervenuti al personale da parte del direttore del carcere, Fedele Rizzo, che ha letto i messaggi augurali di Caselli e del ministro Fassino e ha illustrato la struttura dell'istituto (due padiglioni detentivi di 50 e 100 posti e di una sezione di detenuti semiliberi e locali attrezzati per le attività sportive, ricreative e per le attività produttive con prospettive di sbocchi sul libero mercato) e la dotazione organica del personale (113 unità di cui 8 ispettori, 11 sovrintendenti e 94 agenti e assistenti). «Un reparto – ha sottolineato Rizzo – impegnato a fornire nel territorio di Rossano il proprio contributo attivo a garanzia della sicurezza del cittadino». Teso a sottolineare il ruolo importante e il sacrificio degli uomini di Polizia penitenziaria, l'intervento del sindaco. Finalizzato a evidenziare i progressi dell'edilizia carceraria in Calabria (nuovi istituti a Rossano, Paola, Castrovillari, Vibo e quello in costruzione di Reggio Calabria) il discorso del dott. Pacifico che ha avuto parole di elogio per il corpo di polizia penitenziaria. In coda alla cerimonia è stato insignito della lode l'agente Vincenzo Saverio, per avere consentito di individuare a Rovereto l'autore di un furto