RASSEGNA STAMPA
"CASO SASSARI"
ADN KRONOS
7 maggio 2000
CARCERI: AGITAZIONI POLIZIA PENITENZIARIA DI REBIBBIA
Roma, 7 mag. - (Adnkronos/Ign)
- Astensione dalla mensa e stato di agitazione a partire da domani. Lo indicono
le organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria del carcere di Rebibbia,
Cgil, Cisl, Uil, Sappe, Osapp, Sinappe-Siulppe e Sag-Unsa, per protesta e per
solidarieta' con i colleghi di Sassari. Sono questi i soli ''strumenti
democratici a disposizione -si legge in una nota- per poter rappresentare il
malessere e il malcontento di tutto il personale di Polizia Penitenziaria''.

14 maggio 2000
Caselli: "Non pił il carcere come discarica
sociale"
Il direttore del Dipartimento
amministrazione penitenziaria interviene a Bergamo ad un convegno sul tema della
colpa e della pena
BERGAMO - (Adnkronos) - ''Il
carcere come estrema ratio e non piu' come discarica sociale''. Il direttore del
Dipartimento amministrazione penitenziaria Giancarlo Caselli, intervenendo
sabato a Bergamo ad un convegno su 'Colpa e pena - Per una nuova cultura della
giustizia', ha piu' volte rinnovato l'invito a considerare la detenzione come
rimedio estremo cercando misure alternative. ''Pur mantenendo la natura delle
sanzioni penali -ha sottolineato Caselli- occorre far si che il carcere non
diventi un rimedio estremo cercando di attuare quelle misure alternative che
gia' esistono in tutta Europa ma che per essere veramente efficaci devono
risultare accettabili e praticabili. Per essere accettabili -ha sottolineato
Caselli- occorre che la popolazione percepisca il carattere dissuasivo rispetto
al reato altrimenti ci sara' una reazione di rigetto e il carcere sara'
nuovamente visto come unico rimedio''.
''Le misure alternative per essere praticabili -ha proseguito il direttore del
Dap- devono mostrarsi capaci di funzionare altrimenti si riveleranno inutili.
Ecco allora la necessita' di lavorare affinche' il carcere possa diventare il
vero rimedio estremo al quale contrapporre misure alternative. Un puro e
semplice affidamento alla liberta' non da' pero' sufficienti garanzie per
risolvere i problemi di reinserimento. Ecco che allora bisogna pensare, oltre
all'affidamento alla liberta', a misure che consentano il reinserimento del
detenuto nella societa'. Queste misure devono prevedere la dissuasione nel
reiterare i reati e la riparazione''.
Bisogna pero' ricordare che anche le misure alternative hanno dei costi sia in
termini di personale che di reinserimento lavorativo e sociale del condannato.
Un costo pero' -ha sottolineato Caselli- che e' sempre inferiore a quello del
carcere''. Il direttore del Dpa ha poi ricordato come attualmente le persone
detenute siano circa 54 mila, 10-15 mila in piu' rispetto ai posti disponibili:
''questo fatto comporta piu' sofferenza per i detenuti perche' il
sovraffollamento rende le condizioni di lavoro piu' difficili e meno
sopportabili anche per la polizia penitenziaria''.
Caselli si e' poi detto preoccupato per le sorti della legge Gozzini una legge,
ha sottolineato, che rappresenta un valore assoluto e che deve essere
salvaguardata ad ogni costo: ''certo puo' essere ritoccata ma non certo abolita
perche' ha rappresentato l'introduzione della legalita' all'interno della pena
detentiva. Il carcere rimane il luogo in cui chi sconta una pena deve essere
tutelato e dove i detenuti devono poter sperimentare che le regole funzionano
non solo contro di loro ma anche per loro. Il carcere in sostanza -ha concluso
Caselli- non deve essere piu' considerato come ultima discarica sociale
altrimenti l'obiettivo del recupero dei detenuti rischia di essere lontanissimo''.
E su quest'ultima dichiarazione si e' soffermato anche il procuratore generale
Francesco Saverio Borrelli che, prima di lasciare il centro congressi Giovanni
XXIII dove si e' tenuto il convegno, ha commentato che: ''il carcere come
discarica sociale e' una definizione un po' forte ma che rispecchia quello che
e' certamente un aspetto negativo''. Quanto al tema centrale affrontato dal
card. Martini: ''sono tematiche che -secondo Borrelli- dovrebbero essere
disseminate nella opinione e nella coscienza della cittadinanza dove ancora vi
e' in campo un concetto vendicativo circa le pene. Quando chi ha subito un torto
chiede giustizia -ha sottolineato Borrelli- in genere lo fa per chiedere la
punizione e la sofferenza dell'autore del torto. Questa -ha concluso- e' una
prospettiva che deve essere superata''.
Daniele ROSSIGNOLI

19 maggio 2000
CARCERI: CDM VARA RIORDINO AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA
FASSINO, 1.100 ADDETTI IN RUOLI CIVILI E RICONOSCIUTI DIRIGENTI
P.P.
Roma, 19 mag. (Adnkronos)
- Mille e 100 addetti in piu' nei ruoli civili dell'amministrazione
penitenziaria e il riconoscimento dei livelli dirigenziali per il corpo della
polizia penitenziaria. Sono i punti cardine del decreto legislativo per
l'adeguamento delle strutture e degli organici dell'amministrazione
penitenziaria e dell' ufficio centrale per la giustizia minorile, che il
Consiglio dei ministri ha approvato oggi su proposta del Guardasigilli Piero
Fassino.
''Si tratta di un provvedimento rilevante -dice Fassino nella conferenza stampa
dopo il Cdm- visto che e' la prima volta che si mette ordine nel settore
dell'amministrazione penitenziaria''. Le 1.100 nuove unita' di personale civile
saranno educatori, assistenti sociali, psicologi per l'opera di recupero e
reinserimento. ''In modo da colmare -aggiunge il ministro- enormi ritardi di
organici e coprire molti ruoli di natura civile''.
Importante per la polizia penitenziaria il secondo punto del decreto
legislativo, il ''riconoscimento dei livelli dirigenziali per il corpo che
finora -informa Fassino- non aveva una testa direttiva riconosciuta pur essendo
forte di 45 mila unita'. Ora viene invece strutturato come tutti gli altri corpi
di polizia''.
CARCERI: AMATO, CERTEZZA E TRANQUILLITA' A CORPO IMPORTANTE
Roma, 19 mag. (Adnkronos)
- ''Un provvedimento particolarmente significativo, che cade in una fase
particolarmente utile, per dare certezza e tranquillita' ad un corpo importante
dello Stato come quello della polizia penitenziaria''. Il presidente del
Consiglio Giuliano Amato commenta cosi' l'approvazione da parte del governo del
decreto legislativo per il riordino dell'amministrazione penitenziaria.
(Vam/Pe/Adnkronos)
CARCERI: FASSINO, D'ORA IN POI UN DIRETTORE PER CARCERE
AFFETTIVITA'? VEDREMO IN FUTURO DI RISOLVERE IL PROBLEMA
Roma, 19 mag. - (Adnkronos)
- Una prima conseguenza ''immediata e importante'' del decreto legislativo di
riordino dell'amministrazione penitenziaria sara' un controllo piu' diretto
sulle carceri. ''Oggi -spiega infatti il ministro della Giustizia Piero Fassino-
piu' carceri sono intestati allo stesso direttore. Grazie al provvedimento di
oggi, ogni direttore avra' la responsabilita' di un solo carcere, come e' ovvio
che sia ma come non era fino ad oggi. E potra' gestire in modo migliore realta'
cosi' complesse''.

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